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Proroga di Biogenera che supera il 200% di raccolta

02 agosto 2017

Biogenera
, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding

Biogenera supera il 200% della raccolta e proroga fino al 30/09  

La campagna di Biogenera ha superato il suo obiettivo minimo arrivando a 200.000 € di raccolta e, per dare tempo agli investitori che ne hanno fatto richiesta, ha deciso di prorogare la campagna fino al 30/09/2017. 

Tutte le campagne su Tip Ventures funzionano con il metodo All-or-Nothing che impone il raggiungimento di un obiettivo minimo per il successo della raccolta.  Nel caso di overfunding, ovvero superamento dell'obiettivo minimo le aziende su Tip Ventures hanno la possibilità di prorogare la campagna, fino ad un massimo totale di 90 giorni.

Ora si punta all'obiettivo massimo di € 500.000 per sostenere la grande sfida di Biogenera di sviluppare una nuova era di farmaci personalizzati a DNA ed il farmaco specifico per i tumori del bambino.

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Un’eccellenza del biotech italiano si finanzia con l’equity crowdfunding

05 luglio 2017

Biogenera
, #Equity Crowdfunding , #Press

Anche il Biotech italiano scopre l’equity crowdfunding. BIOGENERA SpA  è una società con sede a Bologna attiva dal 2008 nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci biotecnologici per il trattamento di patologie gravi. Dopo anni di studi BIOGENERA ha sviluppato una piattaforma biotecologica proprietaria, MyGenera™, che consente l’individuazione di molecole che, agendo sul DNA, bloccano la formazione dei geni mutati. Gli stessi che provocano patologie invalidanti o mortali. In occasione del suo ultimo aumento di capitale, BIOGENERA ha scelta di raccogliere risorse aprendosi a nuovi soci con il metodo dell’equity crowdfunding, sulla piattaforma Tip Ventures La raccolta ha una quota minima di sottoscrizione di 1000 euro. In pochi giorni la campagna ha già raccolto 115 mila euro, superando il target minimo, e si chiuderà all’inizio del mese di Agosto. 

BIOGENERA è una PMI innovativa e chi investe ha possibilità di avere il 30% della detrazione fiscale

 

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La piattaforma  MyGenera™ ha permesso di sviluppare il farmaco chiamato BGA002, il primo a livello internazionale che agisce direttamente ed in modo specifico per bloccare il gene tumorale MYCN, marcatore di prognosi sfavorevole di numerosi tumori infantili e degli adulti. “Il farmaco ha completato il suo iter pre-clinico con risultati promettenti”, spiega il Professor Roberto Tonelli, docente di Farmacologia all’Università di Bologna e fondatore di BIOGENERA, “tra pochi mesi inizierà la fase dei test clinici”. 

Il farmaco BGA002 ha già ottenuto l’approvazione dall’EMA, l’Agenzia Europea per il Farmaco, in qualità di ‘farmaco orfano’ per il trattamento di due dei più mortali tumori infantili, il Neuroblastoma e il Sarcoma dei tessuti molli. Questa classificazione significa che il medicinale è potenzialmente utile per curare una patologia rara, che colpisce fino a 5 persone ogni 10.000, e ha quindi diritto ad un percorso agevolato verso il mercato. Il farmaco è pronto per iniziare la Fase I del suo processo di sperimentazione e come spiegato dalla Dott.ssa Valentina Bertuccioli , amministratore delegato di BIOGENERA “la stima per la sua messa sul mercato è nell’ultimo trimestre del 2020, come farmaco orfano”. Il che significa, da un punto di vista finanziario, multipli elevati: secondo gli attuali studi di settore condotti in ambito oncologico, alla fine della fase clinica I, il valore medio di un prodotto biotecnologico con potenzialità di mercato simili al farmaco in oggetto, aumenta di circa 3 volte, mentre al completamento della fase clinica II e III, l’aumento di valore è di circa 6 volte e 17 volte rispettivamente. Ma si tratta solo dell’inizio: i tumori sensibili al gene MYCN sono il 50% dei tumori infantili e il 25% di tutte le patologie neoplastiche. Il mercato potenziale per il farmaco BGA002 è di 303 milioni di euro nel 2024 e di un miliardo nel 2030. 

Il farmaco è però solo il più avanzato dei progetti di BIOGENERA, quello con cui il percorso della società è iniziato e che vuol essere portato avanti per primo e in prima persona. Il secondo asset, ed a lungo termine il più importante di BIOGENERA è “la sua stessa  piattaforma di ricerca, “MyGenera™”, che consente la creazione e sviluppo di nuovi farmaci personalizzati a DNA, partendo da quelle patologie considerate incurabili”, spiega il Professor Tonelli, “secondo lo stesso principio dalla base della creazione di BGA002”. 

La combinazione di questi due asset porta a prevedere nel business plan un fatturato di 99 milioni di euro nel 2021, con un risultato netto di 12,8 milioni. Il primo utile è atteso nel 2020.

 

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I costi di sviluppo e sperimentazione dei farmaci non sono per nulla piccoli. Le risorse raccolte con l’attuale aumento di capitale serviranno in maggioranza a finanziare i test di Fase I sul BGA002, oltre a nuovi brevetti. Tuttavia, società con le prospettive e la tecnologia di BIOGENERA sono arrivate nel volgere di pochi anni a quotarsi in Borsa, raccogliendo importanti risorse con operazioni di IPO, anche sul Nasdaq. Con un primo medicinale in sperimentazione e una piattaforma in grado di sviluppare altri candidati farmaci per i grandi gruppi farmaceutici nei prossimi anni, una società di ricerca come BIOGENERA punta a raccogliere nei prossimi anni 35 milioni di euro di risorse sui mercati finanziari, per finanziare la Fase II della sperimentazione clinica del BGA002 e fornendo così anche una potenziale exit agli investitori di questa fase. L’attuale round di finanziamento su Tip Ventures  potrebbe quindi essere l’ultimo da private company. 

 

 

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Web Developer

04 luglio 2017

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #WorkWithUs

Tip Ventures, il primo portale di crowdfunding italiano per aziende e startup alla ricerca di capitali, sta cercando una figura di riferimento per il team di sviluppo. Se hai talento, passione per il web e sei alla ricerca di un lavoro stimolante e ad alto contenuto di innovazione, in un team giovane e dinamico, questa può essere la tua occasione!

Descrizione del lavoro 

Il nostro portale web ha recentemente iniziato un processo di trasformazione allo scopo di assecondare le esigenze di un business in costante crescita (segui su Facebook le ultime campagne finanziate). In questo contesto, il/la candidato/a dovrà svolgere attività di analisi, progettazione e sviluppo per il web e realizzazione di UI e UX in collaborazione con il team di design e comunicazione.

L’organizzazione della giornata di lavoro sarà flessibile, con milestone periodiche da raggiungere. Il/la candidato/a risponderà direttamente alla supervisione del CTO che fornirà le linee guida per le scelte architetturali, spunti di ricerca e innovazione, consigli, revisioni e retrospettive sull'andamento dei task.

In collaborazione con il CTO, dovrà confrontarsi con gli obiettivi di business, ricercare soluzioni di ottimizzazione, proporre idee per nuove funzionalità e ristrutturazione delle funzionalità esistenti. 

Keywords tecnologiche

In Tip.Ventures siamo convinti che le persone e le motivazioni siano più importanti delle conoscenze specifiche di tool e strumenti, per questo se non hai esperienza su alcune delle tecnologie citate, ma hai motivazione e voglia di imparare, siamo pronti a supportare il processo di inserimento.

Tecnologie: C#/.Net 4.5, HTML5/CSS3/Javascript, Responsive design e SEO

Metodologie: MVC, TFS, Agile/SCRUM, Continuous Integration

Strumenti: Visual Studio 2015/2017, MS Azure, SQL Server.

Plus: Conoscenza di framework MVVM come AngularJS, KnockoutJS e/o ReactJS

Condizioni dell'offerta

Tipologia di contratto: Contratto a tempo indeterminato o P.IVA.

Range di stipendio: 1.200  > 1.600  €/mese (netti) in base all'esperienza del candidato, 13 mensilità. 

Sede di lavoro: Brescia o Milano

Candidatura

Inviate il vostro curriculum vitae cliccando il bottone qui sotto, verrete contattati per una prima intervista telefonica e per approfondimenti inerenti l'iter di selezione.
 

Candidati

 

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Biogenera overfunding dopo 7 giorni, si punta a 500.000 €

01 luglio 2017

Biogenera
, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Press

Overfunding per la campagna di Biogenera S.p.A.,

si punta a 500.000 € di raccolta

La sfida di BIOGENERA SpA è sviluppare una nuova era di farmaci personalizzati a DNA ed il farmaco specifico per i tumori del bambino

 


 

Milano/ Bologna, 03 luglio 2017 – in pochi giorni la campagna di Equity Crowdfunding Provita Srl, il veicolo d’investimento di BIOGENERA SpA ha superato il suo obiettivo minimo di 100.000 € di raccolta e punta adesso ad arrivare a 500.000 € entro la prima settimana di agosto.

BIOGENERA S.p.A. opera nel settore delle biotecnologie farmaceutiche, specializzata nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci biotecnologici personalizzati a DNA per il trattamento di patologie gravi.  La società è una PMI innovativa costituita nel 2008 ed ha sede a Bologna. Conta su un team multidisciplinare di ricercatori che si avvale di numerose partnership con Università (in particolare con l’Università di Bologna) ed aziende del settore farmaceutico.

BIOGENERA S.p.A. è oggi l’unica azienda al mondo ad aver sviluppato una piattaforma biotecnologica proprietaria, MyGenera ™, in grado di individuare, in tempi rapidi rispetto ai metodi tradizionali, molecole-candidate farmaco in grado di bloccare a livello del DNA, i geni mutati ed alterati che sono alla base nell'insorgenza di gravi patologie.

Il focus attuale di BIOGENERA S.p.A. sono i tumori pediatrici, ma la piattaforma è potenzialmente applicabile a tutte le patologie con basi genetiche.

“Da sempre il nostro obiettivo è la massima partecipazione del pubblico alla nostra compagine societaria. In pochi giorni di campagna siamo riusciti a raccogliere 115.000 € da 25 investitori, il nostro obiettivo è arrivare a 500.000 € di raccolta con il maggior numero possibile di sottoscrittori.” Commenta la Dott.ssa Valentina Bertuccioli, dal 2009 Amministratore Delegato di BIOGENERA SpA.

“Mentre gli approcci farmacologici tradizionali agiscono su bersagli terapeutici a valle (proteina o mRNA), la piattaforma biotecnologica proprietaria MyGeneraTM consente di individuare nuovi candidati farmaci in grado di agire direttamente all’origine della malattia (DNA), ovvero a livello dei geni, ed in modo altamente specifico. Questo nuovo ed unico approccio farmacologico contribuirà ad aprire le porte alla cura di gravi patologie come tumori, malattie cardiovascolari, genetiche, neurodegenerative e infettive” continua Tonelli.

Nella società sono già stati investiti quasi 7 milioni di euro dal 2009 ad oggi, consentendo lo sviluppo della piattaforma biotecnologica e della pipeline di farmaci candidati alla cura dei tumori pediatrici oltre alla protezione della proprietà intellettuale, consistente oggi in 35 brevetti internazionali.

BIOGENERA SpA ha concluso gli studi preclinici di BGA002, il primo ed unico farmaco a livello internazionale con azione diretta e specifica per il trattamento dei tumori MYCN positivi (che costituiscono circa il 50% dei tumori pediatrici e circa il 25% dei tumori dell’adulto e sono associati a prognosi sfavorevole).

I capitali raccolti verranno investiti per il finanziamento della Fase Clinica 1 del farmaco BGA002 nel Neuroblastoma (tumore pediatrico attualmente più mortale), che nel frattempo ha ottenuto la designazione di farmaco orfano dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).

Società con le prospettive e la tecnologia di BIOGENERA sono arrivate in pochi anni a quotarsi in Borsa, raccogliendo importanti risorse con operazioni di IPO, anche sul Nasdaq. Con un primo medicinale in sperimentazione e una piattaforma in grado di sviluppare altri candidati farmaci, BIOGENERA punta a raccogliere nei prossimi anni 35 milioni di euro di risorse sui mercati finanziari, per finanziare la Fase II della sperimentazione clinica del farmaco BGA002 e fornendo così anche una potenziale exit agli investitori di questa fase. L’attuale round di finanziamento su Tip Ventures potrebbe quindi essere l’ultimo da private company.

“Il mercato dimostra di voler raccogliere la sfida che BIOGENERA ha deciso di lanciare, siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa così importante per l’intera società. Spesso sento parlare dell’importanza di investimenti ad alto impatto sociale e quello di BIOGENERA ne è sicuramente il miglior esempio.” afferma Matteo Masserdotti, CEO & Founder di Tip Ventures.

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Glassup batte Google

29 giugno 2017

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Startup story

Quella appena terminata si è rivelata una primavera carica di successi per GlassUp, la start up modenese specializzata nella progettazione e realizzazione di visori a realtà aumentata. Il processo di crescita aziendale aveva già registrato due milestone fondamentali questo inverno: la positiva chiusura della campagna di crowdfunding (250,000€ a fronte del 10% di equity) e la presentazione ufficiale dei nuovi visori a realtà aumentata per applicazioni industriali, GlassUp F4, presso la sede modenese di Confindustria Emilia. 

A confutare la tesi che aprile (con maggio) sia il più crudele dei mesi, ecco altre due eccezionali vittorie incassate dal team di innovatori emiliani: l’accettazione da parte degli uffici della Commissione Europea della richiesta fondi tramite bando SME-2 Instruments Horizon 2020 e la vittoria nella lunga querelle legale tra GlassUp e il colosso di Mountain View, Google.

1,000,000€ per GlassUp UNO Sport

Lo scorso 18 maggio – tramite comunicazione ufficiale – la Commissione Europea ha annunciato la vittoria di GlassUp alla call SME-2 Instruments Horizon 2020, a cui l’azienda aveva applicato presentando un progetto incentrato sulla rivisitazione sportiva della tecnologia ottica già sviluppata per i GlassUp UNO. Nello specifico, la proposta verteva su un restyling dell’occhiale dal punto di vista ergonomico per l’utilizzo su bicicletta o durante attività di running. La domanda è stata valutata positivamente dalla Commissione in termini di capacità operativa aziendale, innovazione, creazione di nuove opportunità di mercato e credibilità del know-how scientifico-tecnologico di GlassUp. L’investimento (a fondo perduto) ammonterà a 1 milione di euro, e sarà erogato nell’arco di due anni.

Con questa iniezione di capitali, il computo finanziario aziendale – per una start up già rimarchevole – aumenta ulteriormente, garantendo maggior solidità all’azienda e ricambiando la fiducia concessa dai numerosi investitori. ll finanziamento SME Instruments in Fase 2 permette alle imprese di investire in attività di innovazione come dimostrazione, testing, piloting, scaling up e miniaturizzazione, oltre a sviluppare un business plan maturo per i prodotti. Le aziende vincitrici possono inoltre beneficiare di 12 giorni di business coaching.

Una grande vittoria contro un grande avversario

Davide contro Golia è una storia sempre attuale, come dimostra la vittoria di GlassUp su Google. La start up specializzata in smartglasses e realtà aumentata dopo una faticosa bagarre contro il colosso di Mountain View è riuscita a ottenere la registrazione del proprio marchio in tutte le classi merceologiche desiderate. Una storia iniziata nel 2012, quando GlassUp aveva depositato presso l’U.I.B.M la domanda di registrazione del marchio denominativo “GlassUp”, per contraddistinguere apparecchi tecnologici e, in particolare, strumenti ottici per la registrazione (classe 9) nonché giocattoli e articoli vari per lo sport (classe 28).

Google ha immediatamente presentato opposizione chiedendo all’U.I.B.M. di respingere la domanda di registrazione del marchio “GlassUp”, in quando ritenuto altamente confondibile con i propri marchi comunitari “GOOGLE GLASS” e “GLASS”, anch’essi utilizzati per contraddistinguere apparecchiature tecnologiche (classe 9).

L’U.I.B.M, in linea con le motivazioni mosse da Google, ha parzialmente respinto la domanda di marchio “GlassUp” con specifico riferimento agli “apparecchi per la registrazione, la trasmissione e la riproduzione dell’immagine”. GlassUp determinata ad ottenere la registrazione del marchio per tutti i propri prodotti, ha depositato ricorso innanzi alla Commissione dei Ricorsi. Dopo una serie di botta e risposta tra i rispettivi avvocati difensori, la Commissione dei Ricorsi, accogliendo la tesi dei legali di GlassUp, ha ritenuto che il marchio di Google “GLASS”, utilizzato per contraddistinguere “occhiali per la realtà aumentata”, debba ritenersi debole a fronte della sua portata.

Allo stesso tempo, quanto all’altro marchio posto da Google alla base della propria opposizione, “Google Glass”, la Commissione dei Ricorsi ha ritenuto che il cuore del marchio sia unicamente il segno supernotorio “Google” e non l’elemento descrittivo “Glass”. La Commissione dei Ricorsi, respingendo l’opposizione del colosso americano, ha così accolto il ricorso di GlassUp accendendo luce verde alla registrazione del marchio in tutte le classi merceologiche inizialmente richieste. 

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Junior Business Analyst

15 giugno 2017

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #WorkWithUs

Tip Ventures, il primo portale di crowdfunding italiano per aziende private non quotate alla ricerca di capitali, sta cercando una figura per supportare il team di selezione dei progetti. Siamo un team giovane e dinamico, orientato alla creatività e all’innovazione.

Descrizione del lavoro 

Posizione entry level come business analyst inizialmente presso la sede di Brescia.

Il ruolo richiede spirito imprenditoriale e dinamico ed offre possibilità di incrementare e consolidare le proprie competenze nel mondo delle start-up e della finanza innovativa.

Di cosa ti occuperai

L'attività prevede l'analisi di business plans ed il seguimento della campagna, secondo una metodologia prestabilita e reportistica diretta al CEO e COO sull'avanzamento lavori. 
Nello specifico il candidato si occuperà di coordinare, monitorare e mantenere la comunicazione operativa con le aziende candidate, dell'inserimento delle campagne nella piattaforma, della gestione dei contenuti e dei documenti a disposizione degli investitori e del supporto nelle attività di onboarding di investitori e startup. 
Il candidato verrà formato sotto l'aspetto regolarmentare specifico dell'equity crowdfunding, direttamente dal CEO 

Chi cerchiamo

La figura richiesta tipicamente ha svolto, o è in fase di conclusione, di un percorso universitario in Economia Aziendale o Ingegneria Gestionale.
Il candidato dev'essere una persona determinata ad imparare, con spirito commerciale, attitudine imprenditoriale ed una spiccata capacità comunicativa.
 
E' richiesta una conoscenza approfondita dei seguenti strumenti:
Pacchetto Office: Excel, PowerPoint e Word
 
Il lavoro viene somministrato e gestito attraverso software in cloud quali Skype, Trello, Slack, Google Drive, Gmail per i quali è preferibile avere una conoscenza previa degli stessi.

Condizioni dell'offerta 

Tempistiche d'inserimento: Immediato

Formazione: il candidato verrà formato sotto i seguenti aspetti: business modeling, legale e compliance, contabilità, finanza e venture business

Tipologia di contratto: Stage di 6 mesi remunerato, finalizzato all'inserimento nell'organico a tempo pieno con possibilità di attribuzione di stock options.

Invio della candidatura

Inviate il vostro curriculum vitae cliccando il bottone qui sotto, verrete contattati per una prima intervista telefonica e successivi incontri con il responsabile della società
 
 

CANDIDATI

 

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Arbitro Per le Controversie Finanziarie

02 giugno 2017

, #Equity Crowdfunding

Tip Ventures aderisce all'Arbitro per le Controversie Finanziario, una nuova procedura snella ed efficace a cui tutti gli intermediari sono obbligati a partecipari.

COME FUNZIONA?

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito dalla Consob con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, è uno strumento di risoluzione delle controversie tra investitori "retail" e intermediari per la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando prestano servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio.Solo i risparmiatori possono fare ricorso all'ACF, per richieste di risarcimento danni non superiori a 500.000 euro. Gli intermediari sono obbligati ad aderire all’ACF.

E’ uno strumento che consente all’investitore di ottenere una decisione sulla controversia in tempi rapidi, senza costi e senza obbligo di assistenza legale. 

L’ACF assicura imparzialità e indipendenza di giudizio. Qualora l’investitore non sia soddisfatto della decisione, può comunque rivolgersi all’Autorità giudiziaria. Presentare ricorso all'ACF o ad altro sistema alternativo di risoluzione delle controversie è condizione di procedibilità per avviare un procedimento giudiziario. L’ACF è composto dal Collegio e dalla Segreteria tecnica.

Con l’istituzione di questo nuovo organismo è stata sostituita la Camera di Conciliazione e Arbitrato presso la CONSOB, la quale resterà comunque in carica per l’amministrazione delle procedure pendenti innanzi alla stessa, fino alla loro conclusione. 
Puoi trovare maggiori informazioni sul seguente sito: www.acf.consob.it


 

GESTIONE DEI RECLAMI

I reclami degli Utenti del Portale devono essere inviati al Gestore del Portale via e-mail al seguente indirizzo info@tip.ventures . Il Gestore del Portale valuterà i reclami ricevuti secondo l’ordine cronologico di ricevimento degli stessi. Tali reclami verranno gestiti dalla Società ove possibile, in via amichevole; in particolare si prevede che il Gestore del Portale risponda ai reclami mediante posta elettronica certificata ovvero, in assenza di quest’ultima, mediante lettera raccomandata, all’indirizzo indicato dall’Utente, entro una settimana dal ricevimento del relativo reclamo. In caso di impossibilità a procedere in via amichevole, ovvero di manifestata insoddisfazione dell’Utente al riscontro fornito dalla Società, i reclami verranno sottoposti ai consulenti legali della Società per la loro valutazione e per le necessarie e/o opportune azione ed il Cliente, prima di ricorrere all’Autorità Giudiziaria competente, dovrà rivolgersi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie presso la Consob (ACF), sistema di risoluzione stragiudiziale per controversie relative alla violazione, da parte della Banca, degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli investitori. Il diritto di ricorrere all’Arbitro per le Controversie Finanziarie non può formare oggetto di rinuncia da parte dell’investitore ed è sempre esercitabile, anche in presenza di clausole di devoluzione delle controversie ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale contenute nei contratti. Per sapere come rivolgersi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie consultare le informazioni disponibili sul sito internet www.acf.consob.it;

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5 aspetti + 1 da valutare quando investi in startup AKA due diligence

15 aprile 2017

, #Equity Crowdfunding , #Media , #Venture Capital

Quanto è importante per un investitore che si affaccia al mondo delle startup comprendere gli elementi di valutazione che possono determinare il successo (o l'insuccesso) di un'iniziativa imprenditoriale? Secondo noi è fondamentale, ed in questo post vogliamo condividere con voi quello che per Tip Ventures è il lavoro di tutti i giorni: la Due Diligence.

Le attività di due diligence richiedono spesso la ricerca di informazioni che apparentemente non sono portate in superficie dalla società che sta lanciando la campagna di crowdfunding. Il portale di equity crowdfunding, una volta verificati i requisiti legali, inizia un'approfondita analisi della documentazione, fondamentale per comprendere i possibili risvolti che si celano dietro ad un'opportunità d'investimento.

Fortunatamente il digitale facilita parecchio l'attività di reperimento delle informazioni ed oggi convidiamo con voi i 5 aspetti (+1) che ogni investitore deve analizzare facendo la propria due diligence prima d'investire.

 


L'importanza della due diligence: 5 aspetti +1 da valutare prima d'investire

 

1. Il Team

 

Tanto ovvio quanto difficile da valutare. Il Team e soprattutto i fondatori, sono la colonna portante di una startup di successo. Non è un segreto che i più grandi investitori del mondo tendano ad investire con più frequenza, o cifre più corpose, su team di persone con esperienza nel mondo startup. 

Questo è facilmente spiegabile dalla definizione stessa di startup, ovvero quella di un'entità che cresce velocemente ed ha ambizioni globali. Dimostrare una capacità di execution in precedenti storie imprenditoriali accresce le possibilità di riuscita nel portare a livello globale la propria idea. Avere tutte le competenze necessarie per affrontare una crescita globale, dalle conoscenze lato business a quelle lato finanziario e tecnologico è veramente difficile, soprattutto in una singola persona. Per questo motivo il team della startup è inizialmente composto da almeno due persone, solitamente un CEO e un CTO, rispettivamente esperti lato business e lato tecnologico.  

Oltre all'esperienza, è fondamentale valutare la motivazione e la visione degli imprenditori. Personalmente in Tip Ventures ci siamo fatti un'idea abbastanza chiara sul livello di motivazione (commitment) che devono dimostrare i founder della startup: non esiste altro al di fuori della tua startup. Non può avere successo, in un mondo super competitivo come questo, chi prende il lancio della startup come un side-job o un part-time. Come si dice in questi casi skin in the game, è fondamentale.

 

2. Il Prodotto / Servizio

 

Nelle fasi iniziali di sviluppo del prodotto o servizio, principalmente nei round pre-seed e seed, valutare la qualità di quanto è stato fatto è veramente difficile. 

Anche qui è importante basare le proprie ricerche sul confronto con prodotti o servizi esistenti che possibilmente hanno dimostrato che il mercato effettivamente necessiti della soluzione proposta. Non si tratta di valutare un'idea (intangibile per definizione ed il cui interesse è tutto da dimostrare), ma di capire il valore del prodotto o servizio all'interno di un mercato ben definito. 

Il prodotto o servizio ha potenziale di scalare a livello globale e di essere adottato anche in altri mercati e geografie? E' facilmente replicabile? E' davvero innovativo o le barriere all'ingresso non esistono? E' brevettato o brevettabile? 

Questo tipo di analisi è più facile quando si ha una certa visione del mercato di riferimento della startup, ma attraverso un'attenta analisi dei competitor (diretti o indiretti i competitori ci sono sempre!) è possibile individuare i potenziali rischi.

 

3. Traction

 

Se talvolta si fa fatica a comprendere realmente il valore di un prodotto o servizio e dello sviluppo tecnologico che lo accompagna, molto più facile è ricondurre i valori a quanto si è effettivamente fatto: la traction, ovvero i numeri di crescita della startup. Quando si parla di numeri è difficile sbagliare, piuttosto è importante verificare che questi numeri siano reali e determinanti per la crescita della startup.

A seconda del business model, sarà importante valutare le metriche di crescita che la startup ha sviluppato. Il tasso di crescita mese su mese (monthly growth rate) è certamente un indicatore attendibile. Questo dato si può riferire a varie metriche tra cui il numero di clienti acquisiti, il costo di acquisizione del cliente, il tasso di conversione cliente, la percentuale di redemption, le revenue generate, la pipeline di clienti, etc 

Molto importante valutare se la startup ha effettuato qualche percorso di incubazione o di accelerazione e quali milestone ha effettivamente raggiunto.

 

4. Il Mercato

 

Quando parliamo di società in forte crescita, dobbiamo ricordare che per essere appettibili e che esistano le potenzialità di exit, il mercato dev'essere abbastanza grande da generare un ritorno sull'investimento. 

Se prendiamo, ad esempio, una startup che ha trovato un nuovo modello di business nella distribuzione dei rasoi e dei prodotti per la cura della barba (come era il caso di Dollar Shave Club, di cui racccontiamo qui la storia), possiamo sicuramente pensare che il mercato sia sufficientemente grande per garantire potenziali ritorni e che possa esserci un player interessato ad un'eventuale acquisizione.

Molto importante tenere d'occhio i trend di mercato che ciclicamente si intercambiano e diventano interessanti per gli investitori istituzionali. E' molto probabile che se i Venture Capital investono in robotica o intelligenza artificiale queste diventino trend di mercato sui quali ci sono maggiori possibilità di ritorno. 

 

5. Exit strategy

 

Difficile prevedere il futuro, ma molto importante capire se i founders hanno le idee chiare ed esistono i presupposti per una potenziale exit. 

L'exit è a tutti gli effetti l'unico modo con cui è possibile remunerare il proprio investimento in startup ed aziende ad alto potenziale di crescita. Non pensiamo ai dividendi quando approcciamo investimenti di questo tipo, perchè è ragionevole pensare che queste aziende reinvestano la maggior parte dei loro ricavi nello sviluppo ed espansione della società, a maggior ragione se gli investitori che partecipano (o parteciperanno) in queste società sono investitori istituzionali (che per regolamento e statuto dei fondi, hanno un periodo di holding seguito dal disinvestimento).  

Discorsi diversi potranno essere fatti nelle PMI tradizionali, ma questo è un altro tema al quale rimanderemo nel momento in cui sarà possibile fare campagne di crowdfunding anche su questo tipo di aziende.

 

 

+1 Diversificazione

 

Questo non è un elemento della due diligence attinente alla singola opportunità d'investimento, ma è certamente un elemento fondamentale nella strategia d'investimento di qualsiasi investitore. 

Dobbiamo quindi considerare se tutti gli elementi precedentemente indicati rientrano nella nostra strategia d'investimento e se questi consentono una corretta diversificazione del nostro portofolio d'investimento. E' opportuno creare un portfolio che non sia troppo esposto su singoli mercati e diverisificato a seconda della fase di crescita della società.

 

Sei pronto ad investire in aziende ad alto potenziale di crescita? Ecco qui le opportunità attualmente in fundraising su Tip Ventures

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Startup o Start-up: trova le differenze

06 marzo 2017

, #Crowdfunding , #Startup story , #Venture Capital

 

Cosa vuol dire startup e perché è importante non fare confusione
Cosa vuol dire startup e perché è importante non fare confusione

 

Siamo ancora agli albori dell'ecosistema startup, su questo non c'è dubbio. Come facciamo ad esserne così sicuri? Perchè ancora si fa molta confusione su cosa sia una startup e su quello che la rende differente (né meglio né peggio, solo diversa) da un azienda tradizionale in fase di start-up.

 

Sembrerebbe quasi esagerato cercare tante differenze per un singolo, piccolo simbolo che differenzia le due parole, ma in realtà le differenze ci sono eccome e non sono per nulla banali. 

 

Iniziamo con la definizione universalmente conosciuta della parola start-up in economia: L'avvio di un'attività (che può anche essere innovativa) o l'avvio di una business unit all'interno di un'attività già esistente. In economia quindi lo "start-up" di un'attività si riferisce ad una situazione temporale, ovvero all'avvio dell'attività, non ad una particolare categoria di impresa. Possiamo quindi definire start-up l'avvio di qualsiasi attività imprenditoriale: un bar, un ristorante, un'officina, chi più ne ha più ne metta. Negli Stati Uniti queste attività tradizionali sono chiamate lifestyle business.

 

Ora passiamo alla definizione universalmente riconosciuta di startup: Un'entità (non per forza una società, ma anche un gruppo di persone) che attraverso la ricerca di un business model scalabile e ripetibile, punta alla rapida crescita del suo mercato. Come ci ricorda Paul Graham, la startup non dev'essere per forza tecnologica, non deve cercare per forza capitali esterni e non deve puntare necessariamente ad un exit, ma solo puntare a crescere rapidamente. Tutto il resto avviene come conseguenza della crescita. Questo vuol dire che una startup non può essere assimilata ad un'attività tradizionale (lifestyle business), che solitamente non cresce rapidamente perchè non ha business model scalabile.

 

La grande differenza quindi è nella scalabilità. Cosa vuol dire avere un business model scalabile? 

 

La scalabilità di un business model è spesso associata all'utilizzo di un software come infrastruttura per l'erogazione del servizio, anche se questo è utilizzato per rivoluzionare (to disrupt) un business tradizionale (leggi la storia di Dollar Shave Club, e-commerce di cosmetici e rasoi per uomo).

Proprio perchè la natura stessa del software lo rende facilmente replicabile in altri paesi, geografie e mercati, senza dover per forza effettuare grandi investimenti in uffici, negozi, arredamenti, si parla di scalabilità. La storia di Whatsapp è emblematica in questo senso, da 0 a n.Milioni di utenti da un singolo ufficio in Silicon Valley.

 

La crescita della startup, declinata in metriche specifiche a seconda del business model (costo acquisizione clienti, life time value, crunch rate, etc), è la caratteristica essenziale per la quale la stessa attira l'interesse degli investitori, ed in queste metriche ha pochissimo a che vedere il fatturato (almeno nelle fasi iniziali) che è invece importantissimo per un azienda tradizionale. 

Se quindi accettiamo il fatto che siano la crescita e la scalabilità del business ad identificare la startup, capiamo meglio che tutto quello che ne consegue (investimenti, tecnologia, strategia, etc), devono essere funzionali alla crescita stessa e, nel caso di interessare un'investitore esterno, alla capacità di remunerarlo. 

 

Quindi perchè si investe in startup ed è così importante l'exit?

 

Dando come metrica non fondamentale per la crescita della startup il fatturato, la stessa per crescere e diventare appetibile (ovvero conquistare una fetta di mercato sufficientemente amplia che le permetta di essere potenzialmente interessante per un'acquisizione o una quotazione) è costantemente alla ricerca di capitali esterni non a debito (che rallentano la crescita della società che li deve restituire inficiandone il cashflow, ed invece vanno benissimo per un lifestyle business che genera cassa dall'inizio).

 

Gli investitori possono essere definiti sotto varie forme, solitamente a seconda del taglio d'investimento che li contraddistingue e della fase di crescita in cui si trova la startup. Troviamo quindi in ordine: Venture Incubator/Accelerator, Business Angels, Venture Capital e Private Equity.  Questi investitori, che investono in diverse fasi della crescita della startup, sono accomunati da un unico obiettivo: l'exit. 

L'exit non è un desiderata o un capriccio dell'investitore, ma l'unica forma sostenibile di ritorno universalmente riconosciuta nell'investimento in capitali di rischio. Vista l'alta percentuale di fallimento che contraddistingue le startup (e che qualsiasi founder o investitore dev'essere disposto a sopportare), il reward dev'essere altrettanto allettante: l'acquisizione o la quotazione della società, con multipli importanti. 

 

Ecco perchè la startup non può essere l'avvio di un'attività tradizionale, ma può essere considerata tale SOLO quando ha una strategia che porti ad una crescita globale ed una conseguente exit.

 

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Quando il Crowfunding diventa Mainstream

06 febbraio 2017

, #Crowdfunding , #Media , #Press

Dopo che lo scorso sabato Cristina Gabetti ha intervistato Matteo Masserdotti CEO di Tip Ventures per la rubrica “Occhio al futuro” di Striscia la Notizia, torniamo a ricordare quanto sia importante fare educazione sui temi legati all'innovazione ed alla finanza. 

 

Nell'intervista c'è stato spazio per raccontare i casi di successo di alcune delle startup che hanno raccolto capitali attraverso la nostra piattaforma, Glassup e ME Scooter che hanno raccolto rispettivamente 250.000 e 300.00 €. Pochi minuti non sono certi sufficienti a raccontare le difficoltà e le peripezie che le startup hanno dovuto compiure per avere successo nelle raccolte, tantomeno per Matteo di spiegare meglio come funziona lo strumento e perchè è importante parlarne. 

 

 


credits CrowdfundingBuzz

 

 

Però è bastato per far schizzare le ricerche su Google per la parola crowdfunding, che ha registrato picchi incredibili proprio durante l'intervista.

 

 

La comunicazione è fondamentale nell'approccio a tematiche complicate come il crowdfunding, a maggior ragione quando riguardano aspetti complicati come l'educazione finanziaria e la conoscenza di strumenti che spesso vengono mal interpretati dalle nostre parti. 

L'intervista di Cristina ha dimostrato che si può ottenere un'intrattenimento mainstream anche quando si parla di tematiche non così facilmente comprensibili a prima vista, quando si parla d'innovazione e di startup, che non sono termini "di moda" ma rappresentano il presente ed il futuro, soprattutto per i tanti giovani che in questa economia "old school" non riescono a trovare una loro collocazione. 

Il pubblico vuole e cerca queste informazioni spesso rilegate ad ultima pagina di blog di settore, che li aiutano a comprendere meglio i meccanismi che muovono la finanza alternativa ed offrono opportunità democratiche a tutti. Oltrettutto rappresentano per i media un modo migliore per avvicinare e fidelizzare i giovani, sempre meno interessati alla politica ed ai discorsi da salotto.

credits: CrowdfundingBuzz, Fabio Allegreni

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Legge di Stabilità 2017 - Nuove Agevolazioni Fiscali

20 dicembre 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding

La normativa italiana sulle Startup e PMI Innovative, prevede incentivi fiscali per i soggetti IRES e IRPEF  che effettuano investimenti nel capitale sociale di imprese qualificate come “startup o PMI innovative", ovvero le societa' che fanno raccolta di capitali su Tip Ventures. A seguito dell'approvazione della nuova Legge di Stabilità 2017, dall'anno prossimo le agevolazioni fiscali nell'innovazione subiranno una concreta maggiorazione. 

Legge di Stabilità 2017 - Agevolazioni al 30%
Legge di Stabilità 2017 - Agevolazioni al 30% 
  • le persone fisiche hanno il diritto a detrarre nella loro dichiarazione dei redditi annuale un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start up innovative. La percentuale di detrazione è stata portata al 30% per tutte le startup, anche quelle a vocazione sociale (come definita dal comma 4 dell’articolo 25 del Dl “crescita bis”) o in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico. Il limite quantitativo massimo all’investimento su cui determinare la detrazione, è elevato ad euro 1.000.000 annui, ed un periodo minimo di mantenimento dell’investimento, elevato a tre anni.
  • le società che investono in start up innovative godono di un regime fiscale di favore (con esclusione delle start up stesse) potendo escludere dal reddito imponibile un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start up anche quelle a vocazione sociale e quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico. Il limite massimo di investimento consentito rimane pari a euro 1.800.000 annui e, così come per le persone fisiche, è richiesto il mantenimento dell’investimento per almeno tre anni.

Condizione di efficacia delle novità

Come si evince dal testo normativo e dalla relazione illustrativa al D.d.L. di bilancio 2017, la proroga e le modifiche delle misure agevolative in questione sono subordinate alla autorizzazione della Commissione europea. Già per l’anno 2016 la commissione europea aveva consentito la proroga di tali misure, autorizzazione che era stata recepita tramite decreto MEF del 25 febbraio 2016.

Decadenza delle Agevolazioni

L’investitore soggetto IRPEF o IRES può decadere dal diritto alle agevolazioni suddette se entro 3 anni dalla data in cui l’investimento rileva si verifica:

  1. la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio degli investimenti;
  2. la riduzione di capitale e/o la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovraprezzo di emissione delle azioni o quote delle start-up innovative;
  3. il recesso o l’esclusione degli investitori;
  4. la perdita, da parte della start-up innovativa, di uno dei requisiti richiesti dall’art. 25, c. 2, Decreto Legge n. 179/2012.

Non comporta, invece, la perdita dell’agevolazione:

  • il venir meno della qualifica di start-up innovativa nel caso di:
    1. decorrenza dei cinque anni dalla costituzione della società;
    2. superamento della soglia di € 5.000.000 (cinque milioni) del valore della produzione annua;
    3. ammissione alla quotazione su un sistema multilaterale di negoziazione;
    4. il trasferimento delle partecipazioni a titolo gratuito o a causa di morte del contribuente, nonché il trasferimento conseguente alle operazioni straordinarie.

In caso di esclusione dal beneficio sarà necessario restituire la tassazione dell’importo dedotto o detratto, comprensivo degli interessi.

Si consiglia un'attenta consulenza con i propri consulenti fiscali per individuare le migliori opportunità d'investimento.

 

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Crowd Society, chiedi alla Folla quello che non può esser pagato a nessun prezzo

19 ottobre 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing

 

L'economia è in continuo cambiamento e, soprattutto negli ultimi 20 anni, ha vissuto diverse evoluzioni. Sarebbe sbagliato credere che il capitalismo sia immutabile, esiste da sempre ed è sempre in cambiamento. La Sharing Economy ne ha dapprima mostrato alcuni aspetti evolutivi e la Crowd Economy negli ultimi anni ne ha fissati degli altri.

 

 


 

 

Come funziona la Crowd Economy?

 

La Crowd Economy punta tutto sul coinvolgimento della folla nel prendere una decisione, dalla realizzazione di un prodotto o di un servizio, al finanziamento di un'azienda sotto forma di investimento o di prestito. Crowdsourcing e Crowdfunding sono i primi fenomeni di questa evoluzione del mercato e stanno già manifestando il loro grande potenziale. 

Il crowdsourcing deriva dalla fusione di due concetti: crowd e outsourcing, di base l'esternalizzazione aziendale attraverso il web. Si tratta dello sviluppo collettivo di un progetto da parte di numerose persone esterne all'entità che ha ideato il progetto stesso.

Inizialmente era una pratica che si basava sul lavoro di volontari e appassionati, che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. Le community open source sono state le prime a trarne beneficio, come nel caso di WikipediaOggi il crowdsourcing rappresenta un'apertura delle aziende alla collettività che viaggia soprattutto sul web, un nuovo modello di open enterprise con il quale i lavoratori freelance hanno la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale.

Un altro fenomeno della crowd economy è il crowdfunding, ovvero la contribuzione collettiva permette a progetti e imprese di finanziarsi tramite l'apporto, a volte anche molto modesto, di tante persone. Inizialmente focalizzato al finanziamento di progetti sociali o culturali, come una volta si usava fare con il mecenatismo, oggi il crowdfunding presenta svariate forme, dalle donazioni ai prestiti, dagli investimenti alle pre-vendite, che permettono di finanziare in tutto il mondo progetti ed imprese di differenti tipologie: dal cinema alla tecnologia, passando per ecologia ed immobiliare.

 

Il mercato mondiale del crowdfunding vale oggi 34 miliardi di $

 

Cosa aspettarsi allora dalla Crowd Economy?

E' indiscutibile pensare che fenomeni come l'esternalizzazione di alcune attività lavorative avvengano soprattutto per ridurre i costi di realizzazione dei progetti, mettendo in competizione le persone in contest che hanno come obiettivo l'accaparramento di un lavoro, spesso poco retribuito. Questo fenomeno, che ha il nome di Turk Myth, porta a pensare che probabilmente molto presto, questi lavori automatizzabili (come il caso dei driver di Uber, o i delivery guy di Deliveroo), verranno realizzati da robot che sostituiranno le persone. 

La realtà invece è ben diversa, o meglio, dev'essere vista in modo ben diverso.

La domanda giusta da porsi è: Perchè rivolgersi al crowd, alla folla? Qual'è il vero valore aggiunto?

Qual'è la differenza per un'azienda che, a parità di prezzo, vuole realizzare un video, tra il chiedere ad un'agenzia o utilizzare una piattaforma di crowdsourcing?

Oppure ancora, la differenza per una startup a convincere 1 investitore a finanziarlo per 100.000 € oppure convincere 100 persone ad investire 1.000€?

 

Chiedi alla folla, quello che non può essere pagato a nessun prezzo

 

Apparentemente, se ci basiamo solo sul valore del servizio/ prodotto/ investimento che riceviamo, diremmo nessuna. Probabilmente potrebbe risultare anche molto più stressante ed impegnativo, anzi sicuramente lo è visto il numero di persone da coinvolgere e coordinare rispetto alla singola agenzia/ persona /investitore. 

Ma la verità è che il valore aggiunto è nella capacità di aver coinvolto tante persone, nella creazione di una community che accompagnerà il progetto per il resto della sua vita, nella condivisione di un percorso e di un sogno.

Il valore aggiunto è la partecipazione, la condivisione e la creazione di una community. Questo è quello che dobbiamo ricercare nella crowd economy, questo è il vero valore.

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Dollar Shave Club, la startup da 1 miliardo di dollari

02 agosto 2016

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

Può una startup ritagliarsi una fetta di mercato tanto importante da mettere in difficoltà un colosso globale, leader del settore? La risposta è sì, soprattutto se la startup ha studiato un business model innovativo per proporre il suo prodotto, creando un saldo legame di fiducia con il consumatore.

 

 


Dollar Shave Club, acquisita per 1 mld di $

 

Stiamo parlando di Dollar Shave Club, azienda di e-commerce di cosmetici e rasoi per uomo lanciata da Michael Dubin quattro anni fa. Unilever, una multinazionale che non ha bisogno di presentazioni, attiva in decine di settori dall’alimentare ai detersivi, ha recentemente deciso di acquistare il “piccolo” concorrente per la cifra record di 1 miliardo di dollari. Un’operazione che non ha precedenti nel settore.

Per quale motivo? Per riuscire a sfruttare l’expertise del Dollar Shave Club nella vendita diretta al consumatore e il suo forte legame con i consumatori più giovani, i millennials.

 

Dollar Shave Club è una startup che ha applicato un modello di business nuovo per il prodotto in questione. Si tratta di un sistema di abbonamento e recapito a domicilio di tutto ciò che può servire ad un uomo per farsi la barba. Le tariffe partono da 1 dollaro e variano in base ai prodotti richiesti.

 

La community che si è creata in USA, Australia e Canada conta circa 3,2 milioni di membri, e ha permesso il raggiungimento di un fatturato da 152 milioni di dollari lo scorso anno. Un dato notevole, che ha inficiato nelle difficoltà di Gilette, il principale competitor negli Stati Uniti. La quota di mercato detenuta da Procter and Gamble (che detiene Gillette) è scesa, dal 2010 ad oggi , dal 71% al 59%.

 

Un’occasione da non perdere per Unilever che, oltre a venire in possesso dell'enorme database di Dollar Shave Club, ha stimato un incremento di fatturato nel 2016 per la startup, che dovrebbe superari i 200 milioni di dollari. I vantaggi saranno anche per il “club”, che avrà ancora alla guida il suo Ceo Michael Dubin, e potrà espandersi su scala globale, puntando ai mercati di Europa, Africa e Asia.

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Pokémon Go, quando gaming e realtà aumentata creano sviluppi inaspettati in device e tecnologie

18 luglio 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing , #Media

Una vera e propria innovazione rivoluzionaria nel campo del gamingdal 15 luglio anche in Italia è arrivato Pokémon Go. Come funziona?

Si utilizza la geolocalizzazione e la fotocamera del proprio smartphone per trovare e catturare i Pokémon nel mondo “reale”. Alla base di questo gioco, la realtà aumentata, che consente all’utente di vivere un’esperienza di gioco a tutto tondo.

La augmented reality (AR) infatti, integra la realtà virtuale a quella “reale”, grazie a uno schermo e ad una proiezione, è accessibile da qualsiasi device dotato di fotocamera. Una tecnologia che si è sviluppato nell’ambito della ricerca medica e militare. La AR ha presto rivelato le sue potenzialità, conquistando il mondo del marketing e creando nuove opportunità di business.

Sono molti i possibili sviluppi anche in ambito enterprise. Questa tecnologia è in grado di aumentare la produttività, fornire esperienza sul campo, semplificare i processi, accrescere le informazioni disponibili, fornire accesso ai dati in real-time, offrire nuove modalità per visualizzare problemi e soluzioni. Le aziende IT possono sfruttare l’AR per costruire un ponte fra il mondo digitale e quello fisico.

Cosa accade allora quando virtuale e reale si incontrano nel campo del gaming? Che in pochi giorni dall’uscita di Pokémon GO sul mercato, Nintendo registri un +85% in Borsa, di fatto riscattando l’azienda dal baratro nel quale era caduta.

 

Oltre agli smartphone, stanno cavalcando l'onda anche altri strumenti, inizialmente pensati per perseguire altre finalità, ma che hanno visto nel gaming e nella realtà aumentata un'opportunità per offrire agli utenti maggiori possibilità di divertimento ed, ovviamente, ampliare il proprio mercato. È questo il caso dei Poké-Drone, un’estensione volante dello smartphone che permette al giocatore di raggiungere Pokémon lontani dalla sua portata.

 

Ed anche Glassup non sta a guardare. Grazie al suo device rivoluzionario, pensato sia per il mercato consumer, che per i professionisti ed il mondo enterprise, gli smartglass italiani sono in grado di riprodurre i contenuti provenienti da un device mobile utilizzando la tecnologia bluetooth

Un’innovazione nel mercato dei wearable device, che tramite soluzioni tecniche ispirate all’olografia, fa apparire dati e informazioni sulla lente destra dello smartglass. Le aste degli occhiali invece diventano una superficie touch per interagire con i dispositivi senza estrarli dalle tasche.

Inoltre, grazie allo sviluppo del SDK ed alle API open, le opportunità diventano innumerevoli. Basti pensare che qualsiasi sviluppatore può implementare una app finalizzata al gaming che amplifichi il range di utilizzo del device, ed utilizzare gli smartglass per seguire il gioco in realtà aumentata.

 

Questo, unito alle molteplici potenzialità che gli smartglass offrono nel campo della realtà aumentata, rende Glassup un investimento con altissimo potenziale di ritorno economico, e ad oggi è possibile farne parte grazie alla campagna di equity crowdfunding in collaborazione con Tip Ventures

 

Visita la pagina di Glassup.

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Questionario Mifid

13 luglio 2016

, #Equity Crowdfunding

Si comunica che in data odierna la società The ING Project S.r.l. (Tip Ventures), iscritta alla sezione ordinaria dell’apposito registro tenuto della Consob, in data 18 giugno 2014, con provvedimento n. 18946, in conformità con le nuove disposizioni di cui alla delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016, ha provveduto a modificare il processo di sottoscrizione ad Offerte d’investimento presenti sul proprio portale (www.equity.tip.ventures), mantenendo invece invariato il processo di perfezionamento degli Ordini. Al fine di favorire la conclusione delle operazioni integralmente on-line per i nostri clienti, attuali e futuri, che intendono sottoscrivere strumenti finanziari attraverso il nostro portale, la Società si è dotata di un nuovo processo di valutazione del profilo di appropriatezza. La valutazione del profilo di appropriatezza del cliente, prima dell’attuazione delle nuove disposizioni sopra menzionate, era esclusivamente riservata agli intermediari autorizzati, che la eseguivano nel rispetto della disciplina sui servizi d’investimento. Grazie all’introduzione di questo nuovo processo, che consiste nella compilazione di un apposito questionario, volto a verificare le sue attuali conoscenze in materia di investimento, l’operazione d’investimento potrà essere eseguita direttamente online sul nostro portale, senza la necessità di ricorrere ad una Banca o Impresa d’investimento

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L'identikit del Business Angel in 5 punti

23 maggio 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing

 

Si tratta di una figura sempre più importante, una delle più ricercate startup in cerca di investimenti. Ma chi sono i Business Angels? E perchè anche tu dovresti pensare di diventarlo?

I Business Angels, sono investitori non istituzionali, solitamente manager d'azienda o imprenditori che investono piccole somme in giovani imprese innovative e che trovano nell'equity crowdfunding una naturale fonte di dealflow. Scommesse temerarie o sfide lungimiranti?

 

Come risulta chiaro dall'infografica realizzata dall'Osservatorio delle Startup Hi-Tech,  gli ultimi anni hanno visto una significativa riduzione dei finanziamenti da parte di enti istituzionali, in particolare le banche, alle imprese che si trovano in fase early-stage. Il problema sarebbe legato alla difficoltà da parte dei potenziali finanziatori di individuare la componente innovativa delle startup e stimarne l'effettivo valore, presente o potenziale. Un altro elemento che dissuade gli investitori istituzionali dal supportare le startup innovative, sarebbe la precarietà finanziaria dei founder, non sempre in grado di offrire garanzie economiche in cambio di un finanziamento. 

Verrebbe da dire...era ora!!

Al contrario i Business Angel hanno già maturato una significativa esperienza come imprenditori o manager nei settori nei quali vanno ad investire e per la startup diventano un punto di riferimento per  quanto riguarda know-how e network di contatti

Perchè questo coinvolgimento? A differenza degli investitori istituzionali, i business angel si accollano personalmente il rischio sul capitale investito con l’obiettivo finale di ottenere un forte ritorno economico

Investendo prima di investitori qualificati ed apportando know-how e contatti, lo fanno a valutazioni aziendali inferiori che vengono compensate dal maggior rischio sull'investimento (ammortizzato dalla conoscenza del settore).

Perchè quindi diventare un Business Angel?

  1. Diversificazione del portafoglio investimenti : il maggior successo per un investitore è quello di riuscire a crearsi un portafoglio investimenti diversificato, dove compensare le perdite (sicure) con i guadagni (eventuali).
  2. Investire nell'Innovazione : in un periodo di forte instabilità dei mercati e di insicurezza su alcuni pilastri degli investimenti come il settore immobiliare, investire in economia reale ed in attività ad potenziale d'innovazione è diventato "mainstream" e consente di realizzare ritorni importanti sull'investimento.
  3. Giveback : non è un caso che si utilizzi la parola "Angel" per definirli. Infatti quelli che investono in attività con forti possibilità di perdita del capitale, sono motivati anche da una forte volontà imprenditoriale e di "restituzione" di parte di quello che hanno ricevuto come imprenditori o manager. 
  4. High Returns : non è beneficienza! E' chiaramente ovvio come lo scopo ultimo sia il ritorno sull'investimento, che avviene spesso con multipli di 20x o 30x il capitale investito. Questo permette di sopperire le eventuali perdite realizzate ed ottenere un benificio. Pensiamo agli early investitors di società come Facebook, Twitter, Apple, Google, tutte hanno avuto all'inizio degli imprenditori illuminati che ci hanno visto lungo   
  5. Network : essere al centro dell'innovazione è importante, ma anche esteticamente ha il suo fascino. Generare un proprio brand che permetta di creare un network esteso e nuove opportunità. Inoltre il network con altri investitori permette di scambiarsi informazioni sui deal ed avere accesso ad una pipeline migliore.

 

E qui entra in gioco l'equity crowdfunding, ovvero una forma più efficace di fare dealflow, diversificare meglio ed ampliare il proprio network. Su scala globale il ticket medio d'investimento si aggira intorno ai 5.000 €, una cifra spesso inferiore a quella investita dai Business Angel, ma che può essere visto come investimento complementare a quelli provenienti dal normale dealflow. 

Nel vigente Regolamento Consob sull’Equity Crowdfunding sono state introdotte diverse novità. Non solo la procedura di deal flow è stata semplificata, incaricando i portali di crowdfunding di condurre le verifiche di appropriatezza dell’investimento rispetto alle conoscenze e all’esperienza dell’investitore, ma si sono anche ridotti i costi di raccolta. Inoltre, con l'introduzione della categoria dei cosiddetti investitori a supporto dell’innovazione, si attribuisce un primo riconoscimento ufficiale alla figura dei Business Angel, che vengono considerati al pari di fondazioni bancarie o incubatori di startup innovative, come soggetti qualificati.

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Che succede quando la startup è fatta da mamme per mamme? Ecco tre best practice

06 maggio 2016

, #Crowdfunding , #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

Tempo fa era diventato virale un video in cui si facevano dei colloqui per il mestiere più difficile del mondo. Un lavoro senza orari, che occuperebbe il candidato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7,  senza diritto a pausa pranzo o pausa caffè; un impiego che richiede pazienza, sensibilità, creatività e grande attenzione, per il quale non è prevista alcuna forma di retribuzione. Un mestiere "mostruoso", eppure il più diffuso al mondo: quello della mamma.

Un messaggio semplice e d'effetto: le mamme possono superare ogni ostacolo, non solo nella cura dei loro figli ma anche nella loro vita lavorativa. Di esempi concreti ce ne sono moltissimi. Sono troppe le aziende in cui una lavoratrice modello diventa improvvisamente "scomoda" quando decide di allargare la famiglia. Abbiamo selezionato 3 best practice di startup fondate da donne che non si sono lasciate scoraggiare dalla difficoltà del proprio doppio ruolo di mamma e professionista.

 


 

Mamma M’Ama è una startup fondata da tre mamme Erica Della Bianca (Ceo, in passato manager in diverse startup digitali), Sonia Matteoni (executive chef) e Sonia Litrico (ideatrice e conduttrice di diversi format TV) che non trovavano al supermercato pappe per lo svezzamento biologiche e Made in Italy. Con il supporto di un pediatra e una naturopata, che fanno parte del team insieme allo star-chef Davide Valsecchi, nasce un’impresa che ha da subito attirato l’interesse degli investitori e si è conquistata l’accesso alla grande distribuzione per le proprie pappe fresche e bio, dedicate ai bimbi dai 4 ai 36 mesi. E non è questo l'unico obiettivo raggiunto: Mamma M'Ama è anche riuscita a dimostrare che la maternità è assolutamente compatibile con un sogno imprenditoriale

 


 

Dello stesso avviso è Piano Cuno spazio di coworking nato a Milano nel 2012 che non solo offre i servizi tipici degli spazi di co-lavoro (dalle scrivanie nello spazio open space, alle aree talk, al caffè dall’arredo ben curato) ma anche una cobaby comunity, una vera e propria rete di supporto per le mamme, con stanze in cui educatori si prendono cura dei bambini mentre i genitori lavorano. Piano C punta a far capire che un nuovo modo di lavorare è possibile, conciliando felicità familiare e produttività. A dimostrarlo, il premio vinto nel 2012 “Miglior Progetto di Innovazione Sociale in Europa” della Banca Europea degli Investimenti.

 

L'inadeguatezza del mondo del lavoro alle necessità delle neo-mamme, è un tema caldo nell’agenda delle istituzioni: non è accettabile che una donna dopo il parto (se non è una sua libera scelta) si senta forzata a limitare le proprie ambizioni per dedicarsi completamente alla cura del bambino. Altrettanto inaccettabile sarebbe permettere alle bambine di oggi di crescere credendo di dover rinunciare ai propri sogni.

 


 

Per questo le due italiane Elena Favilli e Francesca Cavallo, che già nel 2012 avevano lanciato a San Francisco «Timbuktu Magazine», il primo Ipad magazine per bambini, hanno deciso di ampliare la prorpia startup innovativa in campo editoriale con un nuovo progetto. Si chiama Good Night Stories for Rebel Girls, storie della buonanotte per bambine ribelli, un libro con 100 favole dedicate alle vite straordinarie di donne vissute nel lontano passato e ai giorni nostri, da Elisabetta I a Frida Kahlo, a Serena Williams. 

Una delle particolarità di questo progetto è il modo in cui lo si sta finanziando, attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter che in meno di 30 ore aveva già superato l'obiettivo minimo di 40.000 dollari. Ad oggi le circa 5.000 le persone che hanno creduto in questo testo illustrato hanno donato oltre 275.000 dollari.

 

Forse, lentamente, si sta passando da un lavoro strutturato su un modello maschile, sia nei tempi di gestione che nella misura del successo, a un’organizzazione dei tempi e un tipo di leadership totalmente diversi, in grado di aggiungere valore perchè inclusivi. Una diversità che è una fonte potenziale di innovazione e competitività, e potrebbe diventare uno dei più grandi motori dell’economia italiana.

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AREEA, il drink che depura dall'inquinamento

21 aprile 2016

, #Media , #Press , #Startup story

«È un killer silenzioso, invisibile e spietato. Le sue esecuzioni non suscitano scalpore, eppure i numeri fanno rabbrividire. Sette milioni di morti all’anno è il prezzo, carissimo, che l’umanità paga per mantenere intatte le condizioni di un Pianeta ormai al limite: inquinato, martoriato e sempre meno abitabile». Parole pesanti che sembrano preludere ad un mea culpa senza un'effettiva ricerca di soluzioni concrete al problema dell'ambiente ormai quasi tossico per gli esseri viventi. Invece Jacopo Mele ha voluto fare di più: insieme ad Antimo Farid Mir ha fondato AREEA, una startup che si prepone l'obiettivo di evitare la morte sia dei 3,7 milioni di vittime dell’inquinamento atmosferico che dei 4,3 milioni di decessi causati dall’esposizione ad agenti inquinanti interni alle abitazioni e ai luoghi di lavoro.

 

Come è possibile? L'idea nasce da una ricerca della John Hopkins University, che aveva individuato un principio attivo naturale, un enzima, in grado di depurare l’organismo umano dal benzene, la particella tossica che provoca l’insorgenza di tumori causati dall’inquinamento. Dal maggio dello scorso anno, Jacopo Mele e Antimo Farid Mir iniziano gli studi per creare il drink e validarne gli effetti benefici scientificamente. Durante l'anno, ai due founder si aggrega un team di professionisti giovani ma molto esperti, per arrivare a creare un vero e proprio prodotto. Per lanciarlo però serve una startup che sia in grado di crescere interpretando al meglio i bisogni del mercato. AREEA è stata scelta tra più di 500 altre startup da Cinnamon Bridge, l’acceleratore dedicato al food technology più importante del Regno Unito.

 

L'obiettivo di questa innovativa startup italiana è creare una nuova categoria di mercato tra nutraceutici e soft drink, inserendosi nello spazio che vede gli investimenti sulla salute spostarsi verso la prevenzione con prodotti mirati ai giovani, un target sempre più attento a questo tipo di tematiche.

 

Dopo il lancio del prodotto, previsto per Settembre 2016, AREEA punta all'Asia, dove il problema dell’inquinamento atmosferico è molto sentito, anche grazie all’interesse di numerosi VC a Londra tra cui uno Italiano. Il problema infatti, è globale e dovrebbe interessare tutti.

Parlando dell'impatto dell'inquinamento sull'ambiente e sulla nostra salute, durante la presentazione del Clean Power Plan, il presidente Obama ha affermato: «Siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa». Chiunque può essere parte della soluzione, ed è proprio questo lo spirito  che anima AREEA, che farà la sua prima uscita pubblica a SeedAndChips a Milano,11-14 Maggio, dove sarà possibile provare il drink in anteprima mondiale.

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Agritech: quando le startup innovative creano sinergia tra tecnologia e sostenibilità

01 marzo 2016

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

L'agricoltura biologica non ha bisogno di presentazioni: secondo i dati di Coldiretti, il giro d'affari complessivo del biologico italiano supera i 3 miliardi di euro. Un fatturato che porta l'Italia al quarto posto a livello europeo, dopo Germania, Francia e Regno Unito. A  prescindere da quanto la crisi abbia ridotto la capacità di spesa delle famiglie, negli ultimi anni siamo sempre più esigenti in termini di qualità e sicurezza del cibo acquistato. I consumatori ritengono che il biologico risponda meglio alla necessità di preservare la propria salute rispetto ai prodotti dell'agricultura tradizionale, potenzialmente pieni di petsicidi nocivi. Poco importa se i prezzi dei prodotti bio siano circa il 30% più alti. 

È davvero questa l'unico modo per mangiare frutta e verdura senza assumere involontariamente sostanze chimiche dannose?

 


Agritech: tra tecnologia e agricoltura di precisione

 

Fortunatamente no, da quando la tecnologia di ultima generazione si è messa al servizio dell'agricoltura. Si tratta dell'Agritech, l'innovazione radicata in uno dei settori più antichi dell'economia. Le novità sono tante e spaziano dalla robotica alle biotecnologie, dall'utilizzo di droni allo sviluppo di energie pulite. Ricorrendo alla tecnologia, è possibile ottimizzare il consumo di acqua, ridurre al minimo pesticidi e fertilizzanti nelle coltivazioni. Il risultato? Si massimizza l'efficienza delle sementi e la qualità del raccolto. Saremo in grado di comprare cibo non solo più economico rispetto a quello bio, ma anche sempre più sano, per di più ottenuto con un basso impatto sull'ecosistema.

 

In tutto il mondo sono sempre di più le Startup innovative che si occupano non solo protezione ambientale ma di una vera e propria agricoltura di precisione. Si mette in atto una strategia agronomica che perfeziona gli interventi in base alle esigenze colturali e alle proprietà biochimiche del suolo, si crea una sinergia tra tecnologia e sostenibilità.

 

Al momento, le startup italiane legate al mondo dell'agricoltura sono solo 15. La speranza è che questo numero cresca grazie all'open innovation: contaminando con l'agricoltura una tecnologia nata magari per un settore diverso, portando in campagna tutte le tecniche che permettano di ridurre i costi e aumentare la redditività, dai dispositivi per il meteo all'internet of things.

 

D'altronde, si parla di un fenomeno in forte espansione nei grandi mercati internazionali, come gli Stati UnitiSecondo le stime del Future Food Institute il giro d'affari è di 4,6 miliardi di dollari suddivisi in 527 accordi nel 2015; una crescita incredibile tenendo conto che il 2014 si era chiuso con soli 2,36 miliardi di dollari e 264 accordi. 

 

Non si tratta quindi di un ritorno al bucolico e a tutto ciò che è tradizionale. L’agritech è un fenomeno complesso, un settore al altissimo tasso innovativo, dove l’Italia può iniziare ad attrarre capitali importanti.

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Come ti faccio funzionare l'Equity Crowdfunding. La Guida Definitiva per chi vuole far crescere la propria StartUp

27 febbraio 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing , #Media , #Press

Dopo un anno di lavoro di lobby con la Consob, AIEC, l’associazione italiana delle piattaforme di equity crowdfunding di cui Tip Ventures è socio fondatore, è riuscita a far approvare una modifica del regolamento Consob. Nuove norme che potrebbero semplificare la raccolta di capitali di rischio tramite portali online, riducendone i costi e ampliando la platea dei soggetti che possono contribuire a finanziare i progetti d'impresa innovativi. Tante novità con un unico obiettivo: sfruttare maggiormente il potenziale dell’equity crowdfunding.

 

E dal punto di vista della startup? Come è ovvio, non basta semplificare le procedure per aumentare la propria capacità di portare i pontenziali investitori a credere nel nostro progetto. Combinare assieme un'idea brillante per un prodotto o un'impresa, determinazione, duro lavoro, un buon team e una strategia vincente, è sicuramente un elemento fondamentale per il lancio e la crescita di una startup, ma non è sufficiente a raccogliere capitali.

Un ruolo fondamentale per ottenere il successo di una campagna di crowdfunding, è giocato dalla comunicazione. Un prodotto, per quanto magnifico, rimarrà nell'ombra se non siamo in grado di presentarlo al meglio e convincere il pubblico dell'innovazione che stiamo creando.

 

Ecco perchè Tip Ventures, in collaborazione con Startup Business, ha prodotto La Guida Definitiva 2016. Le novità introdotte dal Regolamento Consob cambieranno le campagne di Equity Crowdfunding? Certamente. Vi spieghiamo step by step in quale modo e come strutturare una campagna perfetta per le vostre esigenze.

 

 

Dalla fase Pre-Campagna, in cui occorre concentrarsi sulla lead generation, la creazione di contenuti, il contatto con PR e giornali, la produzione di database per newsletter, la creazione della community e l’organizzazione di eventi di lancio, allla fase centrale della campagna, in cui andranno utilizzati tutti gli strumenti che si hanno a disposizione per trasformare i propri follower in investitori. Quando una startup non sia affida a professionisti consapevoli, può incorrere in un errore molto comune: credere che il crowdfunding si concluda a questo step.

 

Nulla di più sbagliato. È molto importate non tralasciare la cura della fase Post-Campagna, in cui è cruciale consolidare il rapporto con la community che si è strutturata. Sarebbe poi un inutile spreco di risorse il lasciar cadere nel dimenticatoio il percorso di storytelling e condivisione messo in atto.

Raccontare la nostra storia in modo divertente e convincente, per esempio con un video coinvolgente, è una forma vincente per interessare le persone e avere seguito. Sicuramente l'idea che muove la tua startup è strabiliante e veicolo di grande innovazione, ma pochi ne sarebbero attirati senza un'adeguata presentazione. Se una narrazione che faccia sentire il potenziale investitore parte integrante di un percorso è importantissima, lo è anche nel momento in cui i capitali sono stati raccolti e si può iniziare a far crescere la startup. Non si dovrebbe mai tralasciare di comunicare i nostri progressi a chi li ha resi possibili.

 

È evidente come il successo di una campagna di equity crowdfunding non sia solo una questione di idee, di valore della startup o di relazioni, ma piuttosto il risultato di un lavoro di preparazione assistito da professionisti consapevoli delle difficoltà e delle strategie da adottare. Una sinergia indispensabile per strutturare una campagna che riesca a colpire il potenziale investitore.

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Hello Alfred, investimenti per 12.5 milioni di dollari nella startup americana che ci rende Supereroi

16 febbraio 2016

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

La storia di Hello Alfred comincia con due studentesse della Harvard Business School alla ricerca di un equilibrio tra una carriera frenetica nel campo consulting and finance, la vita privata e le commissioni legate alla gestione della propria casa. Le due ragazze hanno capito che ciò che permette agli imprenditori di successo di dedicarsi al lavoro pur ritagliandosi del tempo per gli hobby e la famiglia, era la possibilità (e la disponibilità economica) di rivolgersi a collaboratori per svolgere le incombenze quotidiane, dal restituire i libri in biblioteca al ritirare gli abiti in tintoria.

 


La startup americana per maggiordomi on demand

 

Una vera ingiustizia che proprio chi è agli inizi della propria carriera e dovrebbe dedicarsi completamente al lavoro, debba invece impiegare il poco tempo libero nella gestione del ménage domestico. Così è iniziata nel 2014 l'avventura di Hello Alfred, un'idea di Marcela Sapone e Jessica Beck. Si tratta di una piattaforma che permette di avere un maggiordomo on demand che si occupi delle commissioni che non riusciamo a svolgere da soli, ad un prezzo accessibile

 

Una startup innovativa con un nome particolare: il riferimento è ad Alfred Pennyworh, il maggiordomo di Batman. Bruce Wayne è un uomo normale, senza alcun superpotere; con il supporto della tecnologia, una grande capacità organizzativa e la cieca fiducia riposta nel maggiordomo Alfred, è in grado di diventare un Supereroe. È questo l'obiettivo primario della startup americana:  rendere ogni persona un supereroe in grado di trovare un equilibrio nella vita quotidiana. 

 

Cosa ha permesso a questa impresa di portare i propri servizi in diverse città degli Stati Uniti e di raccogliere 12.5 milioni di dollari da diversi investitori tra cui Spark Capital, New Enterprise Associates, Sherpa Capital, and CrunchFund? La caratteristica vincente, che ha portato già nel primo anno di attività un fatturato di circa 1.5 milioni di dollari, è proprio la capacità di coniugare l'aspetto tecnologico della app per organizzare efficientemente il lavoro degli Alfredsall'aspetto umano, la costruzione di un rapporto di fiducia tra cliente e maggiordomo. Non si tratta quindi soltanto di chiamare un collaboratore domestico per mettere in ordine l'appartamento ma di incaricare una persona affidabile e accuratamente selezionata di tutte i compiti noiosi ma necessari.

L'obiettivo delle due founder è portare Alfred non solo nelle città americane ma anche in Europa, per alleggerire la quotidianità di quante più persone possibile. Chi non desidererebbe avere più tempo libero?

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Neuron Guard, la startup biomedica modenese chiude un round da 656 mila euro

20 gennaio 2016

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

Innovazione e ricerca si sono incontrate in un’idea pronta a rivoluzionare il campo biomedico. Si tratta di Neuron Guard, una startup italiana che ha studiato un sistema integrato di protezione per pazienti con ictus, trauma cranico grave e arresto cardiaco

Sono queste infatti le principali cause dei traumi cranici permanenti, che comportano una spesa globale annua per la sanità di 330 miliardi di dollari. Arginare il problema direttamente sul luogo in cui il paziente accusa i primi sintomi è il modo più efficace per evitargli danni irreversibili e tagliare i costi legati a queste patologie.


Neuron Guard, la startup italiana raccoglie 656 mila euro

 

 

Non c’è da stupirsi quindi che questa startup innovativa abbia da poco chiuso un round di finanziamento di 656 mila euro con A11 Venture e alcuni investitori privati. Una cifra da sommare ai  capitali di cui già disponevano: 250 mila euro derivanti dal commitment dei soci fondatori e 96 mila del Bando Start-Up Innovative Regione Emilia Romagna, con il contributo della Fondazione Democenter e di UniCredit

Neuron Guard può quindi iniziare la produzione dei primi device in partnership con aziende italiane ed estere, e lo studio pilota con l’Università di Cambridge. Un passo importante che avvicina il traguardo necessario per raggiungere il mercato in 24 mesi, ovvero 2 milioni e mezzo di euro.

 

È un’idea vincente di Enrico Giuliani, medico specializzato in Anestesia e Rianimazione, e della Marketing and Communication Manager Mary Franzese, attivi a Mirandola nel modenese, primo distretto biomedicale in Europa e secondo al mondo.

In cosa consiste Neuron Guard? Dal momento che il freddo riduce considerevolmente la progressione dei danni cerebrali, un rivoluzionario collare refrigerante e un innovativo sistema di somministrazione per un farmaco neuro-protettivo, permettono al paziente un decorso migliore e costi di assistenza sanitaria ridotti.

 

Una soluzione unica sul mercato, che non ha tardato a ottenere riconoscimenti. Dalla nascita della startup nel 2013, vincitrice del programma di incubazione intensiva SeedLab, all’esperienza in Silicon Valley per studiare le più moderne tendenze in ambito di imprenditorialità innovativa, alla vittoria nel 2014 a Berkeley dell’Intel Global Challenge 2014 nella categoria Internet of Things Hardware.

 

Il prossimo obiettivo di Neuron Guard? Tanto per cominciare, posizionare il dispositivo su tutte le ambulanze e nelle strutture ospedaliere più avanzate. La vision però è molto più ampia: avere un kit in tutti i luoghi pubblici, proprio come il DAE (defibrillatore automatico esterno), per consentire un intervento immediato in caso di emergenza.

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Con l’equity crowdfunding di Tip Ventures, ME Scooter Elettrico raccoglie 300.000 €

14 gennaio 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Open selection

La campagna di Equity Crowdfunding di ME Group srl si conclude con successo (ed in anticipo) e la società raccoglie 300.000 € da 10 investitori per il lancio commerciale dell’innovativo scooter elettrico, che secondo la BBC può diventare “la nuova icona italiana dopo Vespa”. 

Ora la società, fondata da Matteo Masserdotti, punta ad ampliare il deal flow, replicando le best practices in fase di due diligence e di consulenza alle startup. 

 


La seconda campagna di Equity Crowdfunding di Tip Ventures

 

Si è conclusa in meno di 90 giorni la seconda campagna di Equity Crowdfunding di ME Scooter Elettrico, sul portale di Tip Ventures. Sono stati raccolti 300.000 euro per lanciare sul mercato uno scooter che si propone come outsider in questo segmento di mercato. ME Scooter Elettrico si basa su un concetto completamente differente rispetto ai suoi competitor, mettendo al centro dell’innovazione il prodotto ed il design, facendo propria la formula vincente del Made in Italy

La dimostrazione che l’eccellenza italiana in questione di design industriale sia sempre fortemente apprezzata in tutto il mondo, arriva dalla grande ripercussione mediatica che ha avuto la campagna, con pubblicazioni in blog e riviste autorevoli in tutto il mondo, oltre al menzionato articolo della BBC. Con un interesse mediatico di tali proporzioni, non potevano tardare anche gli investimenti.

 

Il round si è chiuso con una settimana di anticipo sui tempi previsti, con la partecipazione di 10 investitori tra i quali un partner industriale che ha sottoscritto la quota riservata all’investitore istituzionale e un altro gruppo industriale di grande rilievo, grazie al cui sostegno il budget richiesto è stato raggiunto prima del previsto. 

 


ME unisce design made in Italy e sostenibilità

 

L'esperienza di equity crowdfunding si è rivelata per noi molto positiva, al di là delle aspettative. L'obiettivo di raccolta è stato raggiunto ben prima del tempo previsto e tra i sottoscrittori ci sono importanti aziende con le quali auspichiamo di poter instaurare sinergie operative. Purtroppo non abbiamo potuto soddisfare tutte le richieste di sottoscrizione, provenienti anche da Canada e Stati Uniti, ma con lo stesso spirito di apertura con il quale abbiamo intrapreso questa prima esperienza di allargamento dell'azionariato, non escludiamo altre iniziative in un prossimo futuro.” riporta Veronica Franzini, Presidente di ME Group s.r.l.

 

“Il Made in Italy si è dimostrato una leva fortissima nel lancio di questa campagna ed una carta vincente che dovrebbe essere utilizzata con maggior consapevolezza dagli imprenditori italiani”, sottolinea il CEO di Tip Ventures, Matteo Masserdotti.

Tip Ventures punta ad essere un punto di riferimento nel mondo dell’innovazione italiana, facendo dell’imprenditorialità il suo DNA naturale. La società, fondata da Matteo Masserdotti, giovane imprenditore bresciano, trova nella sua compagine il perfetto mix di professionisti e imprenditori. L’ attività di due diligence sulle startup da lanciare sul portale viene effettuata garantendo massima trasparenza e velocità.  Obiettivo primario è dotare le startup di quegli strumenti che danno efficacia e supportano l’idea di business, offrendo una consulenza a 360 gradi, dalla fase di completamento della documentazione alla creazione della propria community e al lancio dell’iniziativa. 

 

Oltre alla sua esperienza nella creazione della campagna, Tip Ventures supporta le startup nell’organizzazione di eventi d’incontro con gli investitori, facilitando la ricerca del target e favorendo il contatto finale. Grazie a queste attività, Tip Ventures punta ad ampliare il suo deal flow, garantendo alle startup professionalità e rapidità nella ricerca di capitale. 

La nostra visione aziendale ci porta ad offrire alle società con le quali ci interfacciamo una grande professionalità e conoscenza dello strumento e del mercato. Questo si riflette in un reale valore dall’utilizzo del nostro portale e dall’investimento nelle nostre campagne da parte dei nostri investitori”, spiega Matteo Masserdotti.

 

Con un focus su progetti imprenditoriali molto diversi tra loro, che spaziano dal campo biomedicale, all’internet of things e con un occhio di riguardo a progetti di Industria 4.0, Tip Ventures riapre il programma di selezione per startup innovative. L’obiettivo? Accompagnare le imprese più promettenti nella parte iniziale e più complicata del proprio percorso di crescita: muovere i primi passi attraverso le diverse possibilità offerte dal crowdfunding.

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L' Investor Deck. 10 punti per creare il tuo e lanciare una campagna di Equity Crowdfunding

04 gennaio 2016

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Open selection

Con l’inizio del 2016 i dubbi quando si cercano investitori, sono sempre gli stessi. Troverò i fondi per lanciare il prodotto innovativo che ho in mente? Riuscirò ad avere nuovi capitali per lanciare la mia startup? Come portare a bordo un potenziale investitore?

A questa domande, da una risposta Tip Ventures . Un passo fondamentale in questa direzione, è la creazione di un buon Investor Deck, una presentazione di impatto che sia chiara e concisa. Lo scopo non è di rispondere a ogni possibile domanda sul progetto o di finalizzare immediatamente l’investimento, ma di creare interesse verso la tua idea, senza annoiare il pubblico con troppe informazioni.

 

Alcune informazioni preliminari

Il primo step è definire il budget di cui hai bisogno, prevedendo i costi che dovrai affrontare, ipotizzando le metriche future sulla base dei dati che hai raccolto e tenendo ben presente quello che vuoi fare con i capitali richiesti. 

Tutto il materiale legato alla startup dev'essere esteticamente gradevole e “professionale”. Inizia a creare degli elementi di grafica coordinata, cercando di dare una coerenza all'immagine della tua startup, dal tuo logo al sito web, fino alle presentazioni.

Racconta una storia, utilizza uno story-telling efficace, avrai pochissimo tempo per attirare l'attenzione dei tuoi investitori, e le informazioni troppo dettagliate ed analitiche annioano l'interlocutore. Cerca invece di raccontarti attraverso una storia, cerca di coinvolgere emotivamente il tuo interlocutore ed avrai la sua attenzione!

 

Ma ecco i 10 punti fondamentali per la creazione di un efficace Investor Deck:

  1. Elevator Pitch. In pochissime linee cerca di comunicare la vision e la mission della tua startup in modo memorabile: l’obiettivo è colpire chi vuole scoprire qualcosa sulla tua impresa. Nelle prime righe raccogli i concetti principali della tua azienda ed usa frasi ad effetto che facciano capire subito di cosa stai parlando. Mlto efficaci sono i paragoni con altre startup o aziende di successo 
  2. Traction & Momentum. Perchè è il momento giusto per investire nella tua startup?  Fai emergere la tua capacità di crescere, mettendo in evidenza le traction e le milestones che ha raggiunto la tua startup. (SI, l'Equity Crowdfunding è per startup con validazioni esistenti. Non hai metriche? Pensa al Reward Crowdfunding). I dati di crescita nelle startup early stage, sono fondamentali, per dare agli investitori una prospettiva sulle potenzialità del business. Possono essere utili anche link ad articoli o premi che ti riguardano. Racconta storie di successo dei tui clienti iniziali che hanno provato ed apprezzato il tuo prodotto. Quale miglior slogan di un cliente soddisfatto?
  3. Opportunità di Mercato. Solo se conosci perfettamente il tuo mercato di riferimento, riuscirai a convincere qualcuno della tua capacità di innovarlo! Utilizza fonti validate e citale nella tua analisi. Sappiamo che stai innovando il tuo mercato e probabilmente non esistono dati specifici, ma cerca di estrarli da quelli già esistenti (es. AirBnb crea il mercato del home-sharing).Cerca di non dilungarti in dettagli finanziari, ma focalizzati su dati relativi a macro trend e insight. Ricordati che agli investitori interessano dati su mercati di scala globale, non aver paura di mostrare le tue ambizioni!
  4. Problema. Le startup che hanno avuto maggior successo, sono sempre partite da un bisogno reale, un esigenza non soddisfatta dal mercato e che richiede una soluzione efficente. Quale è il bisogno del mercato che stai colmando? Vai al cuore del problema: spiega la situazione che ti ha portato a creare qualcosa di nuovo.??
  5. Soluzioni esistenti. La peggior risposta alla domanda "Chi sono i tuoi Competitor" è "Non sistono Competitor". Questo infatti dimostra che non conosci a sufficenza il tuo mercato, e che non hai eseguito un analisi corretta. Dimostra che la tua innovazione è migliore e perchè qualcuno dovrebbe investire piuttosto che con altri. Chi sono i tuoi competitor che stanno provando a risolvere lo stesso problema? Spiega quali aspetti trattano correttamente e come mai il loro approccio non risulta abbastanza efficace, senza però screditarli in maniera arrogante.
  6. Il tuo Prodotto o Servizio. Non basta spiegare perché sei migliore della concorrenza. Per raggiungere i tuoi potenziali investitori, dovresti raccontare in cosa eccelli. Chi meglio dei tuoi clienti soddisfatti è in grado di farlo? Per ottimizzare l’efficacia della presentazione, utilizza foto e immagini.
  7. Business Model. Chi sono i tuoi clienti e quali sono i tuoi numeri? A questo punto dell’Investor Deck, devi fotografare la tua situazione attuale. Chiarisci a quale pubblico ti rivolgi, come pensi di farti pagare o come già ti stai facendo pagare, quanti clienti hai avuto finora e quanti ne avrai in futuro. Vendere online? Le metriche più importanti : Life Time Value e Customer acquisition cost. 
  8. Strategia di marketing. Il marketing non è pubblicità. Ricorda che chi ti dice che non hai bisongo di una strategia di marketing per vendere il tuo prodotto/servizio, non conosce il significato di questa parola. Devi aver ben chiare le idee su come pensi di moltiplicare i clienti/utenti che fino adesso ti hanno dato fiducia. Per un investitore è fondamentale conoscere la strategia che intendi utilizzare e come pensi di utilizzare il capitale raccolto. Per farlo, puoi inserire grafici o infografiche che rendano immediatamente fruibili le stime e le tempistiche della tua crescita. Ricorda che il successo di una startup ruota intorno alla sua capacità di crescere, quindi mostra qui le tue capacità
  9. Il Team e gli stakeholder. Un aspetto fondamentale valutato dagli investitori è il Team. Il modello del one-man business è praticamente inapplicabile alle logiche della startup, dove la fanno da padrone velocità e capacità di esecuzione. Se hai un Team eterogeneo che può coprire le esigenze della startup sotto tutti i punti di vista racconta quale know-how e quali esperienze vi contraddistinguono dalla concorrenza. In caso il Team sia incompleto, specifica che stai cercando dei soci co-fondatori, l' Equity Crowdfunding può aiutarti anche in questo!
  10. Investimento & Quote disponibili. La richiesta d'investimento dev'essere in linea con quanto esposto nell'Investor deck e la valutazione della startup sostenuta dagli investimenti fatti e dalle metriche sviluppate. Un round d'investimento in Equity Crowdfunding, spesso non è sufficiente e bisognerà ricercare ulteriori investitori. La strategia di funding dev'essere in linea con la strategia di marketing e chiara per l'investitore, che accetta di investire in minoranza per fare spazio a successivi round d'investimento. La creazione di categorie di quote dotate di diritti patrimoniali e amministrativi diversi a seconda degli importi investiti è un must di Tip Ventures. 

 

Scarica il Template qui

 

 

Il potenziale investitore sarà incuriosito da tutte le informazioni ricevute, ma non ne avrà ancora a sufficienza per decidere se investire nella tua azienda. A questo punto è determinante l’expertise di una piattaforma di crowdfunding come Tip Ventures: potrai contare sul nostro supporto nella ricerca dei potenziali finanziatori e nella gestione dei rapporti fino ad arrivare a finalizzare l’investimento. Vuoi saperne di più? Inizia la tua avventura di Equity Crowdfunding, le selezioni sono aperte.

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Prestiamoci, piattaforma di social lending, chiude l'anno con un round da 2 milioni

23 dicembre 2015

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

In un contesto economico non particolarmente florido, non c’è da stupirsi della velocità con cui si sta affermando la sharing economy.

Da realtà molto semplici, come quella della condivisione di oggetti costosi per svolgere un determinato lavoro per un periodo limitato di tempo, al vero e proprio prestito di soldi tra privati. Se la fiducia nelle banche scarseggia, soprattutto dopo i recenti fatti di cronaca, c’è una pratica alternativa che aiuta i risparmiatori, il Peer 2 Peer lending, prestito tra privati, di cui, tra le altre startup italiane, si occupa Prestiamoci.


Prestiamoci: dalla exit sfumata al round da 2 milioni

 

Si tratta di una startup italiana attiva dal 2010 nel settore del peer-to-peer lending, supportata a livello tecnologico e strategico da Digital Magics, incubatore quotato su AIM Italia. Una piattaforma in cui la domanda incontra l’offerta: le persone che hanno denaro da investire vengono messe in contatto con chi ha bisogno di un prestito per realizzare un'idea imprenditoriale o per i motivi più diversi, dalla ristrutturazione di casa al coprire il costo degli studi. Il tasso di interesse è più basso rispetto a quello di mercato e, allo stesso tempo, per i prestatori c'è un rendimento a partire dal 5 percento annuo.

 

Prestiamoci è l’unica piattaforma di social lending autorizzata da Banca d’Italia per gestire i flussi finanziari direttamente senza l’appoggio ad altre banche e istituti di credito. Una realtà italiana importante che aveva già interessato il gruppo norvegese Trust Buddy. Si era profilata una exit ma il gruppo nordeuropeo andò in bancarotta e l’acquisizione sfumò. 

Prestiamoci non si è persa d’animo, anzi: ha appena chiuso il suo periodo di incubazione con un aumento di capitale di 2 milioni di euro. Ad investire in Agata S.p.A., società proprietaria del marchio Prestiamoci, sono stati Innogest Sgr, Banca Sella Holding, Club Italia Investimenti 2 e altri investitori italiani e internazionali. Dopo questa operazione, Digital Magics detiene una quota del 17,2% di Agata Spa. 

I prossimi passi? Con le risorse raccolte, sarà possibile ampliare l’organico della startup e accelerarne la crescita e la ricerca di soluzioni innovative nel mercato del social lending, non ancora pienamente sviluppato in Italia. Infatti, gli obiettivi da raggiungere nel 2016 prevedono di rafforzare la presenza nel mercato italiano, lanciare attività di marketing tradizionale e digitale, per aumentare la diffusione del brand awareness e il numero di utenti di Prestiamoci, siano essi richiedenti o prestatori.

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Startup in Italia: nel 2016 pronte a crescere con l'equity crowdfunding

15 dicembre 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Open selection , #Reward based Crowdfunding

L’ecosistema delle startup e delle piccole e medie imprese innovative, fino ad arrivare alla cosiddetta Industria 4.0, è in rapida espansione. 

Per capirlo, basta valutare i dati dello scorso anno: nel 2014 l 'osservatorio Cerved-Italia Startup ha registrato 171.000 nuovi imprenditori e la fondazione di 1.256 startup innovative, una crescita del 36%. Sono oltre 5.000 le realtà registrate dal ministero dello Sviluppo Economico. Dati incoraggianti, che lasciano ben sperare sul futuro delle Pmi italiane. 


Fai crescere la tua startup con Tip Ventures

 

 

E per quanto riguarda le grandi aziende? Secondo una nuova ricerca condotta su oltre 2000 imprenditori in 20 paesi, aumenta la consapevolezza che si possa crescere e innovare più velocemente lavorando insieme a piccoli imprenditori e startup. Se in Italia la collaborazione può risultare difficile, perdere questa occasione rischia di far sfumare un'opportunità di crescita di 35 miliardi euro, ovvero di un 1,9% aggiuntivo sul Pil del nostro Paese.

 

Sì, perchè al momento le circa 5.000 startup innovative esistenti nel nostro paese generano 350 milioni di valore, circa 70 mila euro l'una. Ancora poco: finora, il numero delle startup in Italia è inversamente proporzionale agli investimenti fatti. La causa? Probabilmente la mancanza di coraggio dei giovani imprenditori. In Italia negli ultimi 3 anni sono state chiuse solo 59 startup, praticamente nessuna. Non falliscono perché molte non si sviluppano seguendo la logica delle startup, moltissime non rischiano nulla. In Italia, nonostante la normativa delle startup consenta di non fallire, evitando procedure concorsuali ed il resto dei problemi ad esse collegate, esiste sempre lo stigma del fallimento ed è più forte della voglia di successo generando un problema di aspettative per l'economia generale. 

L' Europa rappresenta il 15% del venture capital mondiale (il 69% è in USA): gli investiti in Italia ammontano a circa 43 milioni. Siamo penultimi in Europa, prima della Grecia, dopo l'Ucraina. Secondo Salvo Mizzi, alla guida del Fondo di Venture Capital di Invitalia, saremmo all'anno zero; forse sarebbe più corretto dire che siamo allo 0,2 percentuale in Europa. 

 

Ecco perché è necessario parlare di Equity Crowdfunding per far crescere le imprese innovative, che hanno la possibilità di fare ricorso a chi può veicolare al meglio una campagna, mettendo in contatto le società con gli investitori, che possano apportare competenze manageriali e accrescere il proprio portfolio d’investimenti. Nel 2015 i successi delle iniziative seguite da Tip Ventures hanno fatto segnare un 100% della raccolta, ma per i progetti che partiranno nel 2016 gli obiettivi sono molto più ambiziosi e potrebbero beneficiare di alcune novità.

L’Equity Crowdfunding potrebbe diventare più semplice, grazie alle modifiche del Regolamento Consob, dopo due anni dall’uscita del primo regolamento in Europa.

Il cambiamento più significativo? Attualmente il perfezionamento di un ordine superiore a 500 euro può essere eseguito solo da una banca o una SIM, che prende in carico la valutazione di appropriatezza dell’investimento secondo la disciplina MIFID, come per ogni altro investimento finanziario. In poche parole, l’investitore il più delle volte deve recarsi in banca ed aprire un nuovo conto. 

Il nuovo regolamento permetterà di scegliere se completare l’iter on-line, lasciando alla piattaforma di crowdfunding il compito di valutare l’appropriatezza dell’investimento sulla base dei parametri Mifid, a prescindere da soglie di rilevanza. Una grande innovazione per il settore degli investimenti, ancora troppo legato alla carta e all’incontro fisico con il promotore finanziario.

 

Siamo molto soddisfatti di questo nuovo testo. La nostra società è stata tra le fondatrici di AIEC, l’associazione delle piattaforme italiane di equity crowdfunding, che la CONSOB ha chiaramente riconosciuto come altamente influente nelle richieste di modifica del regolamento. Tip Ventures è stata tra i promotori della richiesta di passaggio della profilatura MiFID in capo alle piattaforme, nonostante le perplessità degli altri operatori. Con questo testo la CONSOB ha dato dimostrazione di porre attenzione ai mercati, ascoltando chi si raffronta con la realtà delle operazioni di raccolta. Riteniamo di aver fatto un passo importante che può segnare l’inizio di un mercato non ancora decollato, ma che si deve porre l’obiettivo in pochi anni di recuperare terreno nei confronti di paesi come Francia, Germania e Regno Unito. Il mercato italiano dell’equity crowdfunding vale attualmente solo lo 0,3 % del totale di 1,1 Miliardi di euro raccolti in Europa nel 2014. Questo numero deve crescere e raggiungere la doppia cifra nel più breve tempo possibile.

Matteo Masserdotti - CEO di Tip Ventures

Dall’eliminare i limiti che frenano l'affermazione dell'equity crowdfunding, all’assegnare incentivi alle aziende per l'implementazione dell'open innovation, dal creare quartieri digitali che diventino motore dell'innovazione all'interno delle città, all’aumentare il credito d'imposta per le aziende che stipulano contratti di ricerca con le startup, il 2016 si prospetta un anno pieno di possibilità per i giovani imprenditori e per le grandi aziende pronte ad investire.

E tu? Hai grandi progetti per la tua startup innovativa nel 2016?

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10 milioni di euro per fare shopping in modo smart. Il grande successo di DoveConviene

09 dicembre 2015

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

Con la crisi economica non ancora superata, continua ad aumentare l'oculatezza con cui vengono fatti gli acquisti, dagli alimentari all'elettronica ai viaggi. Questo trend dei consumi ha sicuramente contribuito al successo di una startup tutta italiana, una delle poche ad avere un giro d'affari da milioni di euro. È DoveConviene, un'edicola digitale che mette a disposizione volantini pubblicitari dei principali retailer e brand di ogni categoria, per prepararsi in modo smart allo shopping nei negozi vicino casa .  


Il successo di DoveConviene

 

Fondata nel 2010 da Alessandro Palmieri e Stefano Portu, due giovani manager con la passione per internet, i media e il largo consumo, è la piattaforma per sfogliare 20 milioni di volantini e cataloghi, utilizzata ogni mese da 7 milioni di italiani. Una crescita del 40% solo nell'ultimo anno. Gli utenti continuano ad aumentare, anche grazie alla varietà di strumenti con cui possono trovare il punto vendita più conveniente e più vicino: sono disponibili app per iOS, Android, WindowsPhone, Windows8, Amazon e BlackBerry.

 

Il brand italiano di ShopFully Group, aveva già ottenuto un finanziamento da 5,2 milioni di euro nel 2014 da 360 Capital Partners e Merifin Capital. Nel 2015 ha conquistato un grande player internazionale, Highland Capital Partners Europe, già presente nel capitale di società come Privalia e Photobox. Con un round da 10 milioni di euro, si tratta di uno dei più significativi investimenti di un venture capital straniero in una impresa italiana attiva nel digitale.

 

DoveConviene conta oltre 100 professionisti nei tre uffici di Milano, Bologna, Cagliari ed è in forte espansione all’estero, dove la società opera tramite diversi marchi (da DondeloCompro a AondeConvem) raccolti nel contenitore ShopFullly Group. In Messico, Brasile, Spagna, Stati Uniti e Indonesia il successo è travolgente: l’audience è triplicata in 12 mesi raccogliendo 6 milioni di utenti.

 

Uno dei motivi di questa crescita esponenziale è la capacità di rivolgersi a un’audience altamente profilata, composta per oltre il 90% da responsabili di acquisto, difficilmente raggiungibili su altre property digitali. DoveConviene è dunque diventato un importante influencer: circa il 66% degli utenti cambia idea sul brand o lo store di riferimento con la consultazione, modificando l’intenzione d’acquisto fino al 25%.

 

I risultati sono evidenti: oltre 200 top brand hanno investito per essere presenti e sfogliabili nella piattaforma italiana. Non basta però raggiungere gli obiettivi. DoveConviene ha già dei buoni propositi per il 2016: ampliare l'organico ed essere presente in 10 Paesi entro la fine dell'anno

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Ritorna in Italia Soundreef Spa: la startup innovativa per le royalty musicali

02 dicembre 2015

, #Marketing , #Media , #Press , #Startup story

Le notizie corrono veloci, soprattutto se comunicate su Facebook.

In un recente post è stato annunciato l'arrivo di una grande novità sul mercato italiano. VAM Investments e  LVenture Group hanno investito complessivamente 3.5 milioni di euro per riportare in Italia Soundreef Spa, acquistando per intero la company originaria. Si tratta di una piattaforma nata nel 2011 a Londra e finanziata dall’incubatore LVenture Group e da investitori privati. L’idea è di due italiani: Daniele D’Atri e Francesco Danieli.

 


Innovazione per la gestione delle royalties

 

 

Dopo il successo di BeatPick, questa è la loro seconda startup insieme. Daniele e Francesco sono partiti da una domanda: se la musica è il campo creativo per eccellenza, dinamico e in continua evoluzione, perché deve ricorrere a processi obsoleti e piuttosto costosi per essere veicolata? Inizia così il cambiamento: trasformare le inefficienze del mercato dei diritti d’autore in innovazione. Soundreef fornisce licenze musicali alle imprese, raccogliendo e distribuendo royalty per conto di autori, editori, etichette discografiche e artisti. 

 

La loro specializzazione sono le musiche d’ambiente per centri commerciali, ristoranti e punti vendita di vario genere. Con un catalogo di 150.000 brani disponibili in 20 paesi nel mondo, sono decine di migliaia gli utenti aziendali a scegliere questa alternativa veloce, trasparente ed economica agli abbonamenti SIAE e SCF per la musica di sottofondo. 

E dal punto di vista dell’artista? A differenza delle altre società di collecting, Soundreef permette all’autore di sapere in tempo reale dove le proprie opere vengono riprodotte, quanto sa guadagnando e quando verrà pagato.

 

Non si tratta però solo di licenze: Soundreef supporta la costruzione di un palinsesto personalizzato in base agli obiettivi di marketing, limitando i costi legati alla trasmissione della musica. Il tutto mediante processi semplici e tracciabili. Una proposta che è piaciuta a molte grandi realtà, come Auchan, Crai, e Unes.

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Riapre il programma di selezione per startup innovative e idee imprenditoriali di Tip Ventures

01 dicembre 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Open selection , #Reward based Crowdfunding

Il programma di selezione di Tip Ventures è ufficialmente riaperto. Parole d'ordine? Sviluppo, innovazione, ricerca.

Il nostro focus sulle startup spazia dal biomedicale, all’internet of things e con un occhio di riguardo a progetti di Industria 4.0.

 

Avere una buona idea imprenditoriale è solo l'inizio del lungo cammino per arrivare al successo. 


Accedi al programma

Serve un buon team, il know-how per studiare soluzioni su misura per i bisogni del mercato e, ovviamente, un investimento economico. Il crowdfunding è lo strumento migliore per far crescere la tua azienda innovativa e consirle di scalare i mercati in tempi rapidi. Se può risultare difficile riuscire ad orientarsi nel mondo del finanziamento dal basso, Tip Ventures ti aiuterà a capire come diventare un'eccellenza italiana.

 

Hai una startup o PMI innovativa e cerchi capitali per farla crescere? L'equity crowdfunding fa al caso tuo.

Avrai l'opportunità di lanciare una campagna per la raccolta di capitali di rischio per la tua startup, offrendo a cambio delle quote di partecipazione della società. Gli investitori diventeranno così i tuoi soci.

 

Il tuo progetto imprenditoriale è ancora un prototipo e cerchi validazione? Il reward based crowdfunding è perfetto per te. 

Puoi proporre una "ricompensa" a chi crede nella tua idea e collabora alle attività preliminari per la sua realizzazione. Il crowd, la folla, è pronto a sostenere il tuo progetto attraverso piccole contribuzioni, e a creare un rapporto di lungo termine con la tua impresa.

Così avrai la possibilità di testare il mercato e scoprire come soddisfare le esigenze dei tuoi primi clienti. 

 

Tip Ventures accompagnerà la tua idea di business in tutte le decisioni strategiche legate alla campagna di crowdfunding, sia reward che equity. Dalla creazione della documentazione al lancio dell'iniziativa, dalla comunicazione all'esecuzione: potrai raggiungere nuovi mercati, incontrare possibili investitori e raccogliere capitali.

 

Se la tua startup è pronta a crescere, inizia il tuo cammino verso il successo.

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Tip Ventures nuove opportunità d’investimento

05 novembre 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Press

Il portale di Equity Crowdfunding, Tip Ventures, ha recentemente chiuso con successo la campagna di raccolta di una startup sarda, Wayonara, che ha raccolto 135.000 € da 34 investitori.

Ora la società, fondata da Matteo Masserdotti, punta ad ampliare il proprio deal flow, replicando le best practices in fase di due diligence e di consulenza alle startup.

Lavoriamo con le startup per creare campagne funzionali alla raccolta di capitali. Il crowdfunding varrà 90 MILIARDI nel 2020, siamo solo all'inizio.

@Tip_Ventures

Wayonara ha tagliato il traguardo, raccogliendo 135.000 €, in soli 2 mesi e mezzo nella sua campagna di Equity Crowdfunding, rispetto agli oltre 6 mesi che in media si sono resi necessari per la chiusura dei round d’investimento su altri portali autorizzati.

La partecipazione all’investimento è avvenuta attraverso il vero “crowd”, ovvero, come ci si aspetterebbe, una massa di investitori che ha investito un importo medio di 4.000 € a testa, a fronte della ben più alta media di oltre 10.000 € fino a qui registrata.

 

Tutto questo a testimonianza del buon lavoro svolto.

Tip Ventures punta ad essere un punto di riferimento nel mondo dell’innovazione italiana, facendo dell’imprenditorialità il suo DNA naturale. La società, fondata da Matteo Masserdotti, giovane imprenditore bresciano, trova nella sua compagine il perfetto mix di professionisti e imprenditori.

La due diligence sulle startup da lanciare sul portale viene effettuata garantendo massima trasparenza e velocità.

Obiettivo primario è dotare le startup di quegli strumenti che danno efficacia e supportano l’idea di business, offrendo una consulenza a 360 gradi, dalla fase di completamento della documentazione alla creazione della propria community e al lancio dell’iniziativa.

Una campagna di crowdfunding unisce molteplici aspetti che favoriscono il successo dell’iniziativa, dalla comunicazione all’esecuzione, ma fondamentale è la trasparenza e caparbietà nel trasferire il messaggio.

La società bresciana in queste settimane ha lanciato la sua seconda iniziativa. 

 


Investi in ME, il futuro della mobilita' e' oggi

 

Una raccolta di capitali che vede come emittente la società ME Group SRL, startup nel mondo della motricità su due ruote che produce uno scooter elettrico, il ME, 100% Made in Italy e innovatrice per la realizzazione di un nuovo telaio, di cui detiene il brevetto, in Sheet Moulding Compound (SMC). In questo inizio di campagna ha raccolto oltre 54.000 €.

Oltre alla sua esperienza nella creazione della campagna, Tip Ventures supporta le startup nell’organizzazione di eventi d’incontro con gli investitori, facilitando la ricerca del target e favorendo il contatto finale.

Grazie a queste attività Tip Ventures punta ad ampliare il suo deal flow, garantendo alle startup professionalità e rapidità nella ricerca di capitale. 
 

Sappiamo che il mondo dell’investimento in capitale di rischio in Italia è solo all’inizio, i dati di mercato lo confermano. Però siamo anche coscienti che questo tipo di investimenti è sempre più alla portata di tutti e l’interesse in forte aumento. Cerchiamo le storie di successo e le startup del futuro.

Matteo Masserdotti- CEO & Founder Tip Ventures

 

Il programma di selezione di Tip Ventures riapre ufficialmente da Novembre 2015, con un focus sulle startup che spazia dal biomedicale, all’internet of things e con un occhio di riguardo a progetti di Industria 4.0.

 

Se la tua startup e' pronta a crescere, inizia il tuo cammino verso il successo

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Oltre l' Equity Crowdfunding - Workshop Gratuito

17 settembre 2015

, #Crowdfunding , #Marketing , #Media , #Press

Anche quest'anno torna l'appuntamento con il Festival Supernova e Tip Ventures torna ad offrire un incontro formativo e conoscitivo dal titolo Oltre l' Equity Crowdfunding - Finanza alternativa per Startup -

L’ obiettivo dell’incontro è quello di analizzare, attraverso l’esperienza di alcuni dei principali attori dello scenario italiano dell’innovazione, quali interessenze esistono nelle varie fasi di finanziamento di una startup e come possono interagire tra loro i soggetti interessati. Capiremo inoltre, dal punto di vista operativo, come si svolge una campagna di Crowdfunding e quali sono gli elementi chiave di questo processo.

 


 

                  


 

Temi di discussione 
  • Il futuro della Crowd Economy
  • Investire in rete, le associazioni di Business Angel: IAG
  • Quali vantaggi nell’investire in startup italiane
  • Il processo di accelerazione, dall’Idea alla Startup: Superpartes
  • L’importanza della comunicazione
  • L’esempio di una campagna di raccolta da parte di una startup

 

Presentazione e introduzione

Matteo Masserdotti: Fondatore di Tip.Ventures. Portale di Equity Crowdfunding iscritto alla sezione ordinaria del registro dei Gestori di portali tenuto presso la Consob.

 

Interventi

 

Il futuro della Crowd Economy

Alessandro Lerro: Senior partner presso Lerro & Partners. Presidente di AIEC, Associazione Italiana Equity Crowdfunding ed autore delle due più autorevoli pubblicazioni sulla normativa Italiana dell’ Equity Crowdfunding: “Equity Crowdfunding - Investire e finanziare l'impresa tramite internet” e “Italian equity crowdfunding legislation”.

Investire in rete, le associazioni di Business Angel: IAG

Marco Nannini:  Managing Director di IAG,  Italian Angel for Growth, il maggior gruppo di Business Angels italiani che conta oltre 100 membri e co-investe in startup in fase early stage. Oltre 10 MIL investiti in 24 aziende nei seguenti settori: internet/new media, IT/ICT, medtech, cleantech and biotech

     

Quali vantaggi nell’investire in startup italiane

Andrea Povelato: Business developer di varie iniziative legate al mondo delle startup: Startup Grind, Start Cup Veneto, Custodi di Successo.

      

Il processo di accelerazione, dall’Idea alla Startup: Superpartes

Marco Streparava: Socio e Business Development Manager del Superpartes Innovation Campus, una realta` imprenditoriale basata sulla filosofia dell’Open Innovation dove si lavora allo start-up di progetti legati all’Internet of Things e, in generale, allo sviluppo hardware e software.

 

Case History

 

L’importanza della comunicazione

Alessandro Scozzesi: Imprenditore e fondatore dell’incubatore D-NAMIC, nel quale è nata Innovitas Vitae srl, la società operante nel settore med-tech, detentrice di brevetti per la diagnosi e cura dell’infertilità femminile. Alessandro e’ un imprenditore seriale ed esperto di crowdfunding, anche reward, avendo recentemente chiuso con successo su Kickstarter la campagna di un’altra startup, Skiddi.

 

L’esempio di una campagna di raccolta da parte di una startup

 

Carlo Oppo: Imprenditore fondatore di Wayonara, attualmente in Equity Crowdfunding su Tip Ventures. La campagna ha raccolto oltre 60.000 € in 2 mesi.

 

COLLEGAMENTO CON SMARTUP RADIO 105

 


 

IN COLLABORAZIONE CON

 

  


 


 

 

 

 

 

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Agevolazioni per investitori

13 agosto 2015

, #Equity Crowdfunding

 

La normativa italiana sulle Startup e PMI Innovative, prevede incentivi fiscali per i soggetti IRES e IRPEF  che effettuano investimenti nel capitale sociale di imprese qualificate come “startup o PMI innovative", ovvero le societa' che fanno raccolta di capitali su Tip Ventures. A seguito dell'approvazione della nuova Legge di Stabilità 2017, dall'anno prossimo le agevolazioni fiscali nell'innovazione subiranno una concreta maggiorazione. 

  • le persone fisiche hanno il diritto a detrarre nella loro dichiarazione dei redditi annuale un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start up e pmi innovative. La percentuale di detrazione è stata portata al 30% per tutte le startup e pmi innovative, anche quelle a vocazione sociale (come definita dal comma 4 dell’articolo 25 del Dl “crescita bis”) o in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico. Il limite quantitativo massimo all’investimento su cui determinare la detrazione, è elevato ad euro 1.000.000 annui, ed un periodo minimo di mantenimento dell’investimento, elevato a tre anni.
  • le società di capitali che investono in start up e pmi innovative innovative godono di un regime fiscale di favore (con esclusione delle start up stesse) potendo escludere dal reddito imponibile un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start up anche quelle a vocazione sociale e quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico. Il limite massimo di investimento consentito rimane pari a euro 1.800.000 annui e, così come per le persone fisiche, è richiesto il mantenimento dell’investimento per almeno tre anni.

Condizione di efficacia delle novità

Come si evince dal testo normativo e dalla relazione illustrativa al D.d.L. di bilancio 2017, la proroga e le modifiche delle misure agevolative in questione sono subordinate alla autorizzazione della Commissione europea. Già per l’anno 2016 la commissione europea aveva consentito la proroga di tali misure, autorizzazione che era stata recepita tramite decreto MEF del 25 febbraio 2016.

Decadenza delle Agevolazioni

L’investitore soggetto IRPEF o IRES può decadere dal diritto alle agevolazioni suddette se entro 3 anni dalla data in cui l’investimento rileva si verifica:

  1. la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio degli investimenti;
  2. la riduzione di capitale e/o la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovraprezzo di emissione delle azioni o quote delle start-up innovative;
  3. il recesso o l’esclusione degli investitori;
  4. la perdita, da parte della start-up innovativa, di uno dei requisiti richiesti dall’art. 25, c. 2, Decreto Legge n. 179/2012.

Non comporta, invece, la perdita dell’agevolazione:

il venir meno della qualifica di start-up innovativa nel caso di:

  1. decorrenza dei cinque anni dalla costituzione della società;
  2. superamento della soglia di € 5.000.000 (cinque milioni) del valore della produzione annua;
  3. ammissione alla quotazione su un sistema multilaterale di negoziazione;
  4. il trasferimento delle partecipazioni a titolo gratuito o a causa di morte del contribuente, nonché il trasferimento conseguente alle operazioni straordinarie.

In caso di esclusione dal beneficio sarà necessario restituire la tassazione dell’importo dedotto o detratto, comprensivo degli interessi.

Si consiglia un'attenta consulenza con i propri consulenti fiscali per individuare le migliori opportunità d'investimento.

  

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7 motivi per investire in startup con l'equity crowdfunding

29 luglio 2015

, #Equity Crowdfunding

Il mondo della finanza ci ha abituati ad essere ignoranti...ad ignorare il fatto che possiamo gestire le nostre finanze, i nostri investimenti, i nostri risparmi. Ci e' stato detto di affidarli alla banca, perché i nostri risparmi sarebbero stati garantiti, i nostri investimenti avrebbero avuto lo stesso ritorno dei loro, le migliori condizioni sul mercato.

Per fortuna e' arrivata la crisi del debito, la famosa CRISI, e tutto e' cambiato. Dico "per fortuna" in modo sarcastico, sarebbe stato molto meglio non ci fosse mai stata questa crisi, ma e' servita ad aprirci gli occhi, a renderci consci di come funzionano le cose e a capire che possiamo gestire le nostre finanze.

 

 

 

 

Ecco 7 motivi per i quali investire in startup ed economia reale attraverso l'equity crowdfunding

  1. Siamo in una fase di sviluppo tecnologico senza precedenti, in tutti i settori gli investimenti in R&D si sono moltiplicati, aumentando esponenzialmente le possibilità di exit per le startup di successo. Inoltre le startup che adottano un approccio lean, possono creare prototipi e modelli di prodotto senza ricorrere a grandi capitali, spesso quasi gratis, con la disponibilità sul mercato di "pezzi" già pronti, come Arduino per hardware e l'open-source per lo sviluppo del software.  
  2. Stiamo investendo nell'economia reale, non in quotazioni di borsa delle quali non possiamo prevedere l'andamento ma in società costituite da poche persone che hanno un forte potenziale di crescita. Questo ci consente anche di offrire la nostra esperienza sia culturale, manageriale, imprenditoriale alle startup. Inoltre si traduce in un forte beneficio sociale, soprattutto per le future generazioni, che avranno delle nuove opportunità di lavoro e beneficeranno degli investimenti attuali.   
  3. Le startup creano nuovi modelli di business, rivoluzionando quelli precedenti. La sharing economy ha aperto gli occhi a tutti di fronte alla possibilita' di creare nuovi lavori e nuove fonti di reddito, fronteggiando attivamente il problema disoccupazione. AirBnB, Uber, BlaBlaBlacar, sono servizi che generano benefici reali per tutti, quindi andrebbero capiti, incentivati e regolamentati cosi da generare un entrata economica per chi si mette a disposizione e un servizio nuovo per chi lo utilizza. 
  4. Ancor più forte sembra arrivare la Crowd Economy, forse il vero antagonista del Capitalismo moderno e successore della sharing economy. Un economia basata sulle persone, con il coinvolgimento della folla nel prendere una decisione sulla realizzazione di un prodotto/servizio, nel fornire un finanziamento sotto forma di investimento o di prestito. Crowdfunding e Crowdsourcing sono i primi elementi di questa nuova scuola di pensiero. Nel solo 2014 il Crowdfunding ha registrato un volume di oltre 16,8 bn $ con una crescita del 167%* 
  5. La figura del business angel, tradizionalmente manager d'azienda o imprenditore che investe in startup, trova nell'equity crowdfunding una naturale fonte di dealflow, ovvero si ritrova il lavoro di screening e analisi del progetto fatto dal portale. Questo genera benefici nella diversificazione del portafoglio rispetto al dealflow tradizionale e nell'impiego di risorse per eseguire le attività' legate all'investimento (per esempio aprire una SRL come veicolo d'investimento con altri business  angels). Su scala globale il ticket medio d'investimento in operazioni di equity crowdfunding e' intorno ai 5.000 €, una cifra spesso inferiore a quella investita dai Business Angels, ma che può essere visto come investimento complementare a quelli provenienti dal normale dealflow.             
  6. Il co-investimento serve a tutti, anche al'investitore professionale, venture capital, holding e fondi d'investimento, oltre a banche e imprese d'investimento che attraverso l'equity crowdfunding condividendo l'investimento, condivide anche il rischio ad esso legato. Puo' accrescere il proprio status come leading investor, e questo genera un beneficio anche in ottica di co-investimenti futuri. Investitori professionali di tutto il mondo stanno diversificando il loro portfolio, destinando quote all'investimento in startup, per ottenere ritorni maggiori che compensino quelli scarsi ottenuti da investimenti tradizionali.  
  7. Agevolazioni fiscali, seppure si debba incentivare molto di più l'investimento privato nel capitale delle startup (nel Regno Unito si può detrarre fino al 100% dell'investimento in startup che falliscono**)   esistono alcuni incentivi fiscali che non sono da disdegnare:
  • 19 % di detrazione fiscale IRPEF, in caso di investimento come persona fisica nel capitale di una startup innovativa, che viene portato al 25% se la startup innovativa e' a vocazione sociale;
  • 20 % di deduzione fiscale IRES, in caso di investimento come persona giuridica nel capitale di una startup innovativa, che viene portato al 27% se la startup innovativa e' a vocazione sociale; 

*Dati Massolution 2015   http://www.crowdsourcing.org/editorial/global-crowdfunding-market-to-reach-344b-in-2015-predicts-massolutions-2015cf-industry-report/45376

**ndr SEIS https://www.gov.uk/seed-enterprise-investment-scheme-background

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Parte su Tip Ventures la campagna di equity crowdfunding di Wayonara, il primo Travel Social Commerce al mondo (il Pinterest dei viaggi).

10 luglio 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Press

Dopo una campagna di selezione durata oltre 5 mesi durante i quali il team di Tip Ventures ha visionato ed è entrato in contatto con oltre 200 progetti imprenditoriali, parte la prima di una serie di campagne di raccolta di capitali di rischio da parte di startup innovative.

Wayonara, il Pinterest dei viaggi integrato ad una piattaforma di vendita, è una startup sarda incubata presso Tiscali Open Campus e da martedì 07 Luglio e' possibile a tutti acquistare uno dei pacchetti azionari sottoscrivibili tramite la campagna di equity crowdfunding su Tip Ventures.


 

“Il lavoro che svolge una piattaforma di Equity Crowdfunding non è proprio così facile da immaginare”, racconta Matteo Masserdotti, ceo di Tip Ventures, “come Gestore di Portali dobbiamo offrire gli strumenti idonei alle società che si approcciano a questo tipo di campagne di raccolta, che per loro stessa natura possono coinvolgere tipologie di investitori completamente diverse tra di loro.”

Le fasi preliminari al processo di selezione prevedono un’attenta analisi del progetto industriale, del team e del business plan da parte del team interno di Tip Ventures composto da professionisti e conoscitori dell’ecosistema delle startup. 

Il vero punto di forza di Tip Ventures è quello di ideare, di concerto con la startup, le strategie legate alle differenti fasi del lancio della campagna, e le possibilità d’investimento creando pacchetti di quote con diritti patrimoniali o amministrativi diversi in base all’importo della sottoscrizione, come per esempio quote di maggior valore per ottenere il diritto di voto o per poter nominare un membro del CdA.

La prima campagna di equity crowdfunding, che verrà lanciata pubblicamente martedì, è quella di Wayonara, il Pinterest dei viaggi, che integrato ad una innovativa piattaforma di vendita, consente di condividere tutte le esperienze del viaggio in un solo luogo, da quella brasserie di Parigi che ci è piaciuta tanto, al servizio di scuba diving delle Antille.

Proprio come faremmo con Pinterest infatti, possiamo postare le nostre esperienze, un link, una foto, un testo, in una bacheca pubblica dalla quale poi rivivere il nostro viaggio o che può essere consultata da qualcun altro per crearsi il proprio itinerario perfetto.

Ed è qui che entra in gioco la parte innovativa di Wayonara, la sua tecnologia di vendita intermodale, denominata TravelBuilder®, in attesa di approvazione del brevetto depositato in EU e USA. Una vera e propria piattaforma di e-commerce dedicata al viaggio che introduce il concetto di pianificazione ad oggetti e che permette di prenotare: voli, hotel, taxi, passaggi su BlaBlaCar come anche acquistare articoli da viaggio.

Nella fase di prelancio, rivolta a investitori privati e durata due settimane, la startup sarda, fondata da Carlo Oppo nel 2013, ha registrato ordini per oltre 30.000 euro ed ora è pronta per il lancio ufficiale.

La campagna di equity crowdfunding che iniziata martedì 07 Luglio, vede come obiettivo di raccolta 135.000 €, a cambio del 10% delle quote societarie. Saranno a disposizione degli investitori pacchetti azionari a partire da 405 €

“Le esigenze finanziarie di breve termine della società sono relativamente contenute perché abbiamo coperto i costi di strutturazione della piattaforma e della brevettazione del suo cuore tecnologico, TravelBuilder®”, spiega Carlo Oppo, 40 anni, ceo di Wayonara e precedentemente manager in grandi aziende come Expedia, Yahoo!, Gruppo L’Espresso, in merito alla campagna di equity crowdfunding.

“Con Tip Ventures il rapporto è stato intenso fin dall’inizio, e questo per noi è stato molto stimolante” sottolinea Carlo Oppo sulla campagna di equity crowdfunding “Abbiamo condiviso una strategia proposta con professionalità e la fase di prelancio appena conclusasi ha dato i primi frutti”.

Quello di Wayonara è di certo un progetto molto ambizioso, il cui successo dipenderà molto dal lavoro del team, composto da altre 9 persone, che Carlo Oppo è riuscito ad assemblare, strappando vari talenti a società più consolidate, ma che hanno seguito la visione di questo giovane imprenditore sardo.  

“Iniziare la campagna con il piede giusto aumenta certamente le possibilità di successo, ma non garantisce il risultato” spiega Matteo Masserdotti “Il lavoro di trasparenza e comunicazione verso gli investitori è fondamentale per raggiungere l’obiettivo della campagna, quindi siamo solo all’inizio”.

Tip Ventures prevede lanciare almeno altre tre campagne di Equity Crowdfunding entro la fine dell’anno di cui una partirà a Settembre e tra poche settimane entrerà in una fase di prelancio riservata a investitori privati.

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La potenza del car sharing in una sola app

22 maggio 2015

, #Marketing , #Media , #Press

 


 

Tra le startup italiane che hanno avuto successo in Italia c’è Carsh, un programma per iPhone e Android che unisce l’offerta di tutti gli operatori di car sharing presenti in città che siano classificabili come “free floating” cioè permettano all’utente di lasciare la vettura dove desidera senza vincolare a luoghi precisi di consegna.

 

Il car sharing è un fenomeno diffuso in tutta Europa di mobilità condivisa che permette a chiunque di spostarsi anche non possedendo un auto propria, usando quindi auto non di proprietà.  A lanciarlo il 25enne Davide Giancarlini insieme al 28enne Luca Carta entrambi neo laureati con poco più di un anno di esperienza lavorativa. L’idea nasce quando questi ragazzi milanesi, proprio per il loro smodato uso di servizi di car sharing, si sono accorti che era assolutamente necessario pensare a qualcosa, Carsh, appunto, che accorciasse il tempo di passaggio da un’app all’altra dei vari operatori, tutto in tempo reale. Considerando il mercato italiano i due ragazzi capisco che una delle abitudini degli italiani è quella di avere sempre l’ultimo smartphone in tasca e un’altra è privilegiare gli spostamenti con le quattro ruote.

Il punto di forza di Carsh è che sarà persino possibile prenotare l'auto scelta direttamente dall'interno dell'app; un modo per ottenere tutto e subito: miglior prezzo, vicinanza e prenotazione.

 

Ma quello del car sharing non è un fenomeno solo italiano, tanto che in Europa gli iscritti sono oltre 500.000, con una flotta di 13.000 vetture, mentre a livello globale si stima che nel 2020 ci saranno 12 milioni di utenti, per un giro d'affari di 6,2 miliardi di euro. Carsh è una startup innovativa vincitrice della StartCup Umbria nel 2014, inserita da Wired nella lista delle 10 migliori startup italiane e dalla Commissione Europea in ‘Do the right Mix’, programma volto alla sensibilizzazione di forme di mobilità alternativa. 

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Il boom del crowdfunding

19 maggio 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Reward based Crowdfunding

 

L’esigenza per le società di trovare forme di finanziamento alternative alla banche passa da strumento di nicchia a fenomeno mondiale.


 

La raccolta generata dal crowdfunding, nel giro di soli due anni, è quasi triplicata, passando da 6,1 miliardi di dollari  a 16,2 miliardi di dollari come riportano: il report sul crowdfunding europeo dell’Università di Cambridge European Alternative Finance Benchmarking Report e lo studio annuale 2015 Crowdfunding Industry Report di Massolution.

Gli USA rimangono in testa alla classifica (9,5 miliardi di dollari) sia per quanto riguarda il numero di diversi modelli di crowdfunding che per le somme di denaro raccolte.  Il vero boom però è quello dell’Asia, con una crescita quadruplicata rispetto al 2013.

 

 I risultati raggiunti dal mercato europeo (3,3 miliardi di dollari) sono dovuti in gran parte all’apporto del Regno Unito. 

L’Italia complessivamente registra una raccolta che nel 2014 sfiora i 9 milioni tra tutti i diversi modelli, con un totale di 1,3 milioni nell’Equity Crowdfunding, che rappresenta lo 0,3% del totale della raccolta a livello europeo.

Il Reward Crowdfunding, ovvero il processo di finanziamento dal basso, basato su un sistema di ricompense, ha registrato una raccolta totale di $1,3 miliardi (+84%) a livello mondiale, con il 92% negli USA.

Mentre il mercato cresciuto maggiormente, è l’Equity Crowdfunding, ovvero il processo di raccolta di capitali di rischio che permette di finanziarti offrendo in cambio partecipazioni al capitale sociale della startup, che ha raccolto $1,1 miliardi, quasi il triplo rispetto al 2013. 

 

 

Il vantaggio di investire in startup sta soprattutto nel fatto che queste, essendo piccole e molto dinamiche , hanno prospettive di crescita più elevate nel medio termine e, quindi, una potenzialità maggiore nella valorizzazione delle azioni. Chi investe in questo tipo di società certamente assume un rischio, ma con una corretta diversificazione del rischio le prospettive di realizzare alti ritorni sono molto elevate.

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Evento Equity Crowdfunding

14 maggio 2015

, #Equity Crowdfunding , #Press

AIEC, www.equitycrowdfundingitalia.org l'Associazione Italiana delle Piattaforme di Equity Crowdfunding, di cui Tip Ventures e' socio fondatore, ha il piacere di invitarvi all'evento: 

 

“L’Equity Crowdfunding nel panorama normativo italiano con particolare focus sul Regolamento CONSOB” 

presso 
il Salone Valente, Palazzina A.N.M.I.G., via Carlo Freguglia, 14 - 20122 Milano 
il 20 maggio 2015, dalle ore 14.00 alle ore 18.00 

Intervengono: 
Avv. Isabella Lavezzari, Presidente AGAM - Saluti

Avv. Eugenio Segalerba, Presidente AIGA Genova - Introduzione all’evento

Dott. Walter Vassallo, Esperto di politiche e progetti d’innovazione e autore del libro “Crowdfunding nell’Era della Conoscenza” (Franco Angeli), - “Il crowdfunding come strumento per realizzare progetti sostenibili e condivisi”

Avv. Alessandro M. Lerro, Presidente Associazione Italiana Equity Crowdfunding - “L’Equity Crowdfunding come strumento di finanza alternativa d’impresa”

Prof. Giancarlo Giudici, Dipartimento di ingegneria gestionale Politecnico di Milano - “La dimensione del mercato. L’osservatorio del Politecnico di Milano sull’Equity Crowdfunding”

Avv. Alberto Crivelli - “Le tutele e le garanzie a favore dell'investitore nel crowdfunding”

Avv. Federico Vasoli, Presidente della Commissione di Diritto Internazionale dell’AGAM - “Le differenze tra il sistema italiano ed il sistema oltralpe con particolare riferimento a quello anglosassone”

Dott.ssa Silvia Carbone, Direttore Ufficio analisi impatto della regolamentazione CONSOB - “L’esperienza regolamentare della CONSOB”

Dott. Fabio Allegreni, Editore di Crowdfunding Buzz - “Perché e come investire in equity crowdfunding”

Avv. Andrea Vezzuli, Consigliere AGAM 
 

Ingresso libero, RSVP obbligatoria : info@tip.ventures

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Musement, la startup dei viaggi da ricordare

12 maggio 2015

, #Marketing , #Media , #Press

 

 

Cinque amici al bar e un foglio di carta. 

Inizia così la storia di Musement, startup dei viaggi da ricordare. Proprio nel capoluogo lombardo c’è la sede, dove oggi lavorano il ceo Alessandro Petazzi e con lui Fabio Zecchini, Claudio Bellinzona, Paolo Giulini e un team di altre trenta persone.

 

 

Musement è una piattaforma online che permette ai viaggiatori di scoprire, prenotare e acquistare ogni tipo di attività dalle visite guidate ai musei, mostre, giri in elicottero, risparmiando tempo e saltando code una volta a destinazione. Il punto di partenza è stato l’aver evidenziato la totale assenza di una piattaforma di aggregazione per esperienze legate ad arte e cultura, come invece è possibile trovare per voli o hotel.

 

 

Da qui la partecipazione al TechCrunch di New York e poi il giro dei fondi di venture capital. Il primo round è andato molto bene, e la startup ha raccolto 690mila euro di finanziamenti riuscendo a convincere 360 Capital Partners a finanziarli nuovamente coinvolgendo anche nuovi investitori. Tutto questo è stato possibile rispettando le promesse fatte, raggiungendo e superando gli obiettivi prefissati.

Con questo investimento Musement è passata dalla fase di startup a quella di scale up, tanto da aver convinto diversi importanti fondi ad investire cinque milioni di euro nel secondo round d’investimento.

Questo permetterà l’ampliamento del team rendendolo sempre più internazionale, lo sviluppo e il miglioramento della piattaforma tecnologica e dell’offerta commerciale. Uno dei punti chiave sarà la segmentazione dell’offerta in diverse macro aree e specifici ‘verticali’: in questo modo chi viaggia avrà la possibilità di ricercare e trovare facilmente l’attività di suo interesse.

Sono attivi in 30 paesi con un fatturato di più di 1 milione e 22 Paesi serviti ma lo staff mira più in alto non possiamo che non auguragli buona fortuna!

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Dalla Pizza a domicilio alla Pizza on demand

29 aprile 2015

, #Marketing , #Media , #Press

A Bologna un gruppo di studenti fuorisede, con il frigo sempre vuoto, sulle pizze a domicilio ha costruito una società gioiellino da 240mila utenti.

 


 

A Christian Sarcuni, programmatore 29enne, e ai suoi 5 amici l’idea di Pizzabo.it nasce quasi per caso o meglio per un attacco di fame a frigorifero vuoto. Christian avrebbe voluto ordinare una pizza comodamente dal computer, così come faceva per tante altre cose.

Dopo un anno di duro lavoro, ha progettato, brevettato e realizzato, insieme ai suoi collaboratori, un sistema altamente innovativo che consente alle pizzerie di ricevere ordinazioni on-line, anche senza avere la benché minima nozione informatica e con assoluta affidabilità. Ricevuta la conferma, la pizza parte ed arriva in pochi minuti a casa. Erano bastati pochi mesi nel 2010 per convincere 51 pizzerie ad aderire e 10 mila clienti ad utilizzare il servizio. Che da Bologna si è allargato alle altre città.

Sono bastati un’idea, un po’ di dimestichezza con il web, e un investimento iniziale di poche decine di migliaia di euro.

 

Oggi Pizzabo.it totalizza 1,1 milioni di ordini, serve 312 ristoranti ed è utilizzata da 240mila persone. Rocket Internet l’ha acquistata per metterla nella nuova divisione della consegna a domicilio da internet chiamata Global Online Takeaway Group e che comprende la spagnola La Nevera Roja (4.000 ristoranti e 560mila utenti), il 30 per cento di Delivery Hero (operazione da 496 milioni di euro; 24 Paesi, 90mila ristoranti, 5,8 milioni di utenti) e il 50 per cento già in possesso di Rocket Internet di Foodpanda, (39 nazioni asiatiche).

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Pebble vs I'm Watch

22 aprile 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing , #Media , #Reward based Crowdfunding

 

Questa è la storia di due start up simili, ma completamente opposte, pioniere nel settore smartwatch quando ancora i colossi della tecnologia latitavano in questo campo. Due aziende innovative con strategie di marketing completamente differenti : una ha utilizzato la prevendita e l’altra una campagna di crowdfunding, una è fallita e l’altra ha lanciato una seconda edizione del prodotto. Vediamo le differenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I’m watch, start up italiana, fondata dagli imprenditori veneti Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini realizzava orologi hi-tech basati su Android. Nonostante l'apporto finanziario di Ennio Doris, patron della Banca Mediolanum, l'azienda non ha trovato il successo sperato terminando così anticipatamente la sua avventura.

Il Corriere riporta: ” Nel giugno 2012, pochi giorni dopo il lancio, le prenotazioni raccolte online sul prezzo base di 350 euro si attestavano sulle 10 mila unità. Ma c'erano anche versioni in metallo prezioso da 13 mila euro acquistate, in diverse unità, da una ricercata clientela araba e russa", scrive il quotidiano. Nel giro di 1 anno soltanto la situazione è precipitata ottenendo vendite per 4.2 milioni di Euro ma quasi altrettanto in perdite.

10.000 pezzi ordinati (e pagati), ma nessuna consegna!

Basta dare un’occhiata alla pagina di Facebook della società per capire qual’è il sentimento più diffuso tra coloro che hanno pagato quasi 300 euro mesi fa per qualcosa che al momento non esiste. La società promette la spedizione senza mai indicare la data certa.

Più volte l’attesa spedizione ha subito ritardi e slittamenti. Il motivo? Sono stati gli stessi responsabili societari a spiegarlo nella missiva. In buona sostanza non è mai stato terminato ovvero ha continuato a subire continui ritocchi per renderlo più funzionale. 

Nessuno ha ricevuto questo orologio!!! Al call center ed alle email non rispondono mai. 

 

Negli stessi anni un altro smartwatch, Pebble, tenta la corsa contro i grandi colossi con una strategia completamente differente.

Nata nel 2011 come start up americana la Pebble Technology scelse di dedicare tempo, voglia e denaro a un oggetto all’epoca piuttosto oscuro inserito in un mercato ancora inesistente. Partire prima degli altri talvolta si traduce in un vantaggio pratico, eppure in prima istanza il futuro della società fondata da Eric Migicovsky si presentava grigio. 

Il Ceo non riusciva a far capire le opportunità offerte dal suo smartwatch.

Alla disperata ricerca di fondi, il team optò per la via del crowdfunding con una campagna su Kickstarter: una pagina lineare, un video essenziale ed ecco la svolta. 

La richiesta iniziale era di 100mila dollari, ma Pebble ammaliò oltre 69mila fan raccogliendo più di 10 milioni di dollari. 

Ora c’è la dimostrazione che è stata anche una strategia di marketing estremamente efficace . L'iter  percorso dai fondatori di Pebble è quello tipico delle startup americane, un percorso orai consolidato: campagna di crowdfunding e tanta buona volontà per convincere gli investitori/sostenitori sulla bontà del progetto.

A distanza di due anni Pebble lancia una seconda campagna di crowdfunding conclusasi poche settimane fa con un successo senza precedenti, che ha permesso di raggiungere e superare quota 20 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto al primo smartwatch della startup. 

 

Pebble ha scritto una nuova pagina del crowdfunding con questo progetto, ha dimostrato che le buone idee possono venire anche dal 'basso' e che avere successo nel lancio di una campagna e’ possibile, basta metterci tanto impegno e dedizione, senza l’illusione che questi numeri arrivino da soli. (alcune nostre Tips qui )

 A proposito ecco i numeri: quasi 80 mila backers da 162 paesi hanno scommesso su questa campagna, 20.338.986 di dollari raccolti, 14.308 commenti  degli utenti (ai quali hanno risposto!) e 15 aggiornamenti sulla pagina, ma soprattutto una copertura mediatica ineguagliabile.

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Diventare milionari a vent'anni

17 aprile 2015

, #Marketing , #Media

 


La sua sembra una storia proveniente dalla Silicon Valley, invece..

 

 

Alberto Zilli, di origini friulane, aveva solo 14 anni quando cominciava già ad affiorare la passione del web e l’istinto del futuro imprenditore. Da lì a pochi anni è on line il primo sito che si occupa di pubblicare recensioni informatiche, guide e trucchi per l’utilizzo del PC. Agli albori dell’era del computer e di web 2.0, quando ancora di advertising online non si sentiva parlare. L’intuizione vincente arriva quasi subito, quando Alberto si accorge che piccoli e medi siti web fanno fatica a farsi strada fra i grandi colossi. Ne contatta altri, li convince ad associarsi in un network che raggiunge dimensioni tali da rendere appetibili proposte pubblicitarie.

E’ del 2003 la prima versione di AdvLab una delle prime agenzie di pubblicità on line, che grazie alle sue continue innovazioni arriva sino a oggi a fare di Triboo Media una società all’avanguardia internazionale specializzata in strategie di pianificazione pubblicitaria. L’azienda fin dalle sue origini si caratterizza per un solido e rapido percorso di sviluppo.Il punto di forza di Triboo Media è la sinergia tra le attività di publishing e di advertising, supportata da una componente di innovazione e costanti investimenti in tecnologie all’avanguardia. Ad oggi l’azienda registra un fatturato di 20 milioni di euro ed è quotata in borsa.

 

Questa storia, ed altre che vi racconteremo, aiuta a conoscere le esperienze imprenditoriali di successo che l’Italia può creare anche nell’industria digitale, confermando il potenziale di crescita dell’ecosistema italiano.Le startup generano innovazione e questa crea sviluppo e benessere per tutti. Finanziare startup innovative significa anche sostenere il progresso del nostro Paese.

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Equity-based crowdfunding :solo per startup&PMI innovative

24 febbraio 2015

 

L’ equity-based crowdfunding è una modalità di finanziamento che consente a società innovative di raccogliere capitali di rischio offrendo in cambio partecipazioni al capitale sociale.

Fino ad ora sapevamo che solo le startup innovative potevano approfittare di questa opportunità, mentre il decreto legge 3/2015 ha introdotto le PMI innovative ed ampliato questa possibilità anche a queste ultime.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha redatto dei parametri per evidenziare che il target non include qualsiasi impresa, ma è legato alle sole aziende che si occupano di innovazione, di processo o di prodotto.

Per essere più precisi, la societa’ innovativa, sia essa startup o pmi, deve possedere queste caratteristiche elencate nel “Decreto crescita bis”:

 

  • E' impegnata in via esclusiva, o comunque prevalente, nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico,ovvero opera in via esclusiva in settori di riferimento della disciplina dell'impresa sociale.

  • Operativa da non più di 4 anni e non deve superare i 5 milioni di euro annui

  • Con almeno una sede operativa in Italia

  • Non può essere quotata su mercati regolamentati

 

Per la Startup innovativa, inoltre risulta essere obbligatorio almeno uno dei seguenti requisiti: 

 

  • Le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della società

  • Oltre 2/3 dei dipendenti possiedono una laurea magistrale o sono dottorandi di ricerca

  • La società è titolare, o depositaria, di uno o più brevetti nel settore delle industrie biotecnologie, semiconduttori o varietà vegetali. In alternativa la società può aver registrato presso la SIAE un software proprietario.

 

Mentre le PMI innovative, oltre ad avere un bilancio certificato, devono soddisfare almeno 2 dei 3 seguenti requisiti:

 

  • spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione

  • impiego di personale altamente qualificato in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva

  • essere detentrici, licenziatarie o depositarie di un brevetto o software registrato alla SIAE

 

Esistono anche importanti benefici fiscali per gli investitori che decidono di finanziare questo tipo di società. Difatti l’investitore che sottoscriva una o più quote del capitale sociale delle società innovative, siano esse Startup o PMI, avrà diritto ad una detrazione fiscale del 19% sull’aliquota IRPEF in caso di investimento come persona fisica o ad una deduzione del 20% sull’imponibile IRES in caso di investimento come persona giuridica.
In caso di impresa a vocazione sociale, le percentuali diventano rispettivamente del 25% e 27%.   

 

Se sei interessato a saperne di più contattaci a info@tip.ventures

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L'importanza dei Crowdfunder

24 febbraio 2015

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Reward based Crowdfunding

La ricchezza del Crowdfunding risiede senza dubbio nella folla (crowd), rappresentata da tutti coloro che aggregandosi sul web formano la community on-line grazie alla quale, su apposite piattaforme, avviene la raccolta dei fondi. Queste persone si identificano in un progetto sposandone la filosofia e contribuendo finanziariamente alla realizzazione dello stesso.

Su Tip Ventures, i Supporters, anche detti Crowdfunder, delle campagne possono contribuire, a seconda della tipologia, sia esso Reward o Equity.

Nel primo caso, sul sito Tip Reward una donazione minima permette di sostenere la nascita di un progetto e di esserne parte fin da subito. Non si riceve ritorno economico ma una ricompensa simbolica.

Nel secondo caso, sul sito Tip Equity, si può investire in Startup e PMI innovative con un alto potenziale di crescita, acquisendo le partecipazioni al capitale sociale della società, con la possibilità di entrare nell’organizzazione e mettendo in campo le proprie competenze manageriali.

In entrambi i casi Tip Ventures si preoccupa di proteggere i sostenitori con una politica di All or Nothing, modello che prevede il reale versamento del finanziamento al progetto, solo se il budget prestabilito viene raggiunto (o superato).

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Social2Business

21 ottobre 2014

, #Crowdfunding , #Marketing , #Media

Si torna dalla due giorni di Social2Business e BizVueling, organizzati rispettivamente da Assolombarda e da Vueling, che hanno creato questo interessante e coinvolgente modello di Business matching orientato alla contaminazione tra imprenditori, senza preclusioni di settori di appartenenza e soprattutto provenienti sia dall' Italia che dalla Spagna.


 

Il Social2Business, svoltosi nella giornata di venerdi e del quale Tip Ventures era Azienda promotrice, ha avuto luogo nel Palazzo della Regione Lombardia. L'evento si è disarticolato in un due momenti d'incontro e di condivisione: il Direttivo dei Direttivi della mattina, al quale hanno partecipato le delegazioni dei gruppi dei Giovani Imprenditori delle territoriali lombarde ed il Project Desk, al quale ha invece partecipato una molto più amplia platea di addetti ai lavori.

Tip Ventures, attraverso il suo founder Matteo Masserdotti, ha tenuto il Project Desk sul Crowdfunding, che registrato un'amplia partecipazione ed interesse degli attori del settori in entrambe le sessioni di lavoro. Domande e risposte, un dibattito coinvolgente e contaminante con imprenditori, consulenti, investitori che hanno generato un valore aggiunto alla nostra formazione.


 

La giornata di Milano si è conclusa cn un apericina, al quale è seguita la partenza di un gruppo di imprenditori, 54 spagnoli e 54 italiani, verso barcellona, per il BizVueling organizzato da Vueling.

Questo business matching è iniziato proprio sull'aereo direzine Barcellona, dove i partecipanti, tra le telecamere di Sky e TvE, suddivisi in 16 team da 6 persone, su indicazioni di Vueling hanno cominciato a lavorare alla creazione di un progetto di business legato alle 3 categorie proposte: Turismo, Viaggio, Startup.

Il giorno seguente a Barcellona i Team si sono ritrovati al World Mobile Center ed hanno estrapolato dei Pitch con un tempo massimo di 1 ora per la creazione, che hanno poi in 4 minuti presentato alla giuria di Vueling.

I premi sono andati a : Moac (Best Startup), The Aviator (Viaggio), CarSwapp (Turismo). premio Best Technology assegnato da Sony per YouMyLegs, che ha coinvolto il nostro founder Matteo Masserdotti.

Un grazie speciale per questa fantastica esperienza agli organizzatori Assolombarda e Vueling.

 

 

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Panorama d'Italia sbarca a Brescia

07 ottobre 2014

, #Media , #Press

 


Dall’8 all’11 ottobre Panorama d’Italia è nel capoluogo lombardo. Che ha un obiettivo: superare la crisi puntando sull’innovazione senza dimenticare la tradizione

 

Benvenuti a Brescia, prossima tappa di  Panorama d’Italia, dall’8 all’11 ottobre,  un viaggio nel “meglio dell’Italia visto da vicino”. Diciassettesima provincia per   popolazione e sedicesima per Pil pro-capite,   con circa 30 mila euro, Brescia ha un saldo attivo del “movimprese”, l’anagrafe gestita dall’attivissima Camera di commercio che tiene conto delle attività imprenditoriali: nel secondo trimestre di quest’anno, le nuove imprese iscritte sono state 121.021, 600 in più di quelle che hanno chiuso, con un incremento dello 0,49  per cento, meglio di niente.

Tip.Ventures sarà presente Giovedi 09 Ottobre alle ore 11:30 presso Università degli Studi di Brescia - Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management - all'interno del dibattito “Fare start up in Lombardia si può”.

Racconteremo la nostra storia di Startup, tra difficoltà, percorsi ad ostacoli nella burocrazia italiana, e soddisfazioni oltra al lungo cammino che ancora ci aspetta.

Registratevi qui per partecipare : http://goo.gl/CtEiZJ

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Workshop ! SOLD OUT

02 ottobre 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Media , #Press

 


SOLD OUT !!!

03 Ottobre 2014, Ore 15:00, nel Chiostro dell' Università di Brescia, via San Faustino 74

Si terrà il Workshop dal titolo : Equity Crowdfunding, finanza innovativa per le startup.

L'evento, organizzato e promosso da Tip Ventures durante il Festival Supernova, sarà l'occasione per ascoltare ospiti di riferimento del panorama dell' Equity Crowdfunding in Italia e ricevere importanti indicazioni per avvicinarsi a questo mondo e a quello delle Startup.

 

Presentazione e introduzione:

Matteo Masserdotti:

Fondatore di Tip.Ventures. Portale di Equity Crowdfunding iscritto alla sezione ordinaria del registro dei Gestori di portali tenuto presso la Consob.

 

Interventi:


Aspetto giuridico della normativa italiana: Innovazione giuridica o gabbia burocratica ?

Alessandro Lerro

Avvocato e senior partner presso Lerro & Partners. Boutique di consulenza legale in materia di creazione ed espansione d’impresa.
Autore delle due più autorevoli pubblicazioni sulla normativa Italiana dell’ Equity Crowdfunding: “Equity Crowdfunding - Investire e finanziare l'impresa tramite internet” e “Italian equity crowdfunding legislation”.


Dimensione e prospettiva del mercato italiano: quali potenzialità di crescita in Italia?

Giancarlo Giudici:

Professore associato presso il Politecnico di Milano. Responsabile dell’ Osservatorio sul Crowdfunding del Politecnico di Milano, che si occupa di monitorare la
situazione del mercato e studiare il fenomeno del crowdfunding in Italia dal 2013, raccogliendo sistematicamente dati e casi di studi.
 

Dimensione e prospettiva del mercato internazionale: cosa succede nel resto del mondo

Francesco Schiavone

Professore aggregato di Economia e Gestione delle Imprese presso Università Parthenope di Napoli. Collaboratore dello studio “2013CF The Crowdfunding Industry Report” di Massolution, la più autorevole ricerca di mercato a livello internazionale in materia di Crowdfunding.

 

Aspetti economici di una startup: diverse esigenze di finanziazione rispetto ad una PMI. Il ruolo dell’Equity Crowdfunding.

Stefano Consoli 

Socio e membro del CdA di Tip.Ventures . Imprenditore di successo, Presidente della Pulitori & Affini S.p.A., società di pulizie industriali con oltre 2.000 addetti.

 

Aspetti economici di una startup: I vantaggi fiscali di una Startup Innovativa

Paolo Muoio

Socio e membro del CdA di Tip.Ventures. Dottore commercialista e Revisore legale dei conti. CEO di Borgoconsulting srl , società di consulenza specializzata nel supporto delle Startup



MEETING POINT h 14:30 Bar La Torre
Via San Faustino, Brescia
Fermata Metro: San Faustino
 

 

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Equity Crowdfunding in Italia: i numeri del 2014

11 agosto 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding

Il Politecnico di Milano, grazie al lavoro del suo Osservatorio sul Crowdfunding diretto da Giancarlo Giudici, ha pubblicato i dati* relativi all'andamento dell' Equity Crowdfunding dall'introduzione della legge che lo ha regolamentato ad oggi.

Nonostante le malelingue e la cattiva abitudine di gettare subito fango su un fenomeno che può rivoluzionare la forma di finanzarsi delle PMI, il mercato stà cominciando a dare i primi segnali di vita e di crescita.

La percentuale dei progetti finanziati con successo è del 75 %, con 3 su un totale di 4 conclusi ed un target medio di 270.886€ 

Segnali di ottimismo e di speranza per un mercato partito con il freno a mano, anche per via di una normativa restringente, che può e deve essere migliorata. 

Grazie alla serietà ed al lavoro di quanti crediamo nel successo e nello sviluppo di questo mercato si stanno instaurando le basi per una florida crescita di questo fenomeno per sostenere l'innovazione ed il rilancio del paese. 

Le startup hanno uno strumento in più oggi, e devono approfittare di questa opportunità.

In un solo anno e con soli 3 progetti finanziati sono stati raccolti 1.057.780 €.

Tip Ventures pubblicherà le offerte di Startup Innovative a partire da Settembre su equity.tip.ventures.

 

*dati dell'Osservatorio sul Crowdfunding del Politecnico di Milano, disponibili a questo link: http://www.finanzaaziendale.polimi.it/equitycf/equitycf.html

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Crowdfunding per startup: Tip Ventures e Tag insieme per la nascita di nuove imprese

15 luglio 2014

, #Crowdfunding

Tip Ventures è lieta di annunciare l'avvio di una nuova collaborazione con Tag - Talent garden, il network di co-working che negli ultimi 3 anni ha aperto 8 sedi in tutta Italia. Grazie a questa collaborazione le aziende già ospitate da Tag e le aziende che effettueranno una campagna di Crowdfunding su Tip Ventures potranno usufruire di importanti sconti e vantaggi.

Le startup già ospitate da Tag potranno usufruire dei due portali di Crowdfunding di Tip Ventures, Tip Reward e Tip Equity, in maniera gratuita: quando un progetto raggiungerà l'obiettivo prefissato, non verranno caricate le commissioni.

Le startup che decideranno di usare Tip Ventures come canale di finanziamento all’impresa, se riusciranno a raggiungere l’obiettivo prefissato in una campagna di Equity Crowdfunding o in una campagna Reward based Crowdfunding, potranno decidere di entrare in Tag e di essere ospitate gratis il primo mese e con il 10% di sconto nei 6 mesi successivi.

Questo accordo dimostra ancora una volta il focus e la mission di Tip Ventures: aiutare le nuove imprese a finanziarsi in un modo alternativo ai soliti circuiti; usare il Crowdfunding non per progetti di vita o di solidarietà ma per la crescita delle aziende.

La partnership con Talent Garden non si ferma qua. Tip Ventures ha infatti offerto la propria tecnologia  per la creazione del portale crowdfunding.festivalsupernova.it, per la raccolta dei fondi necessari all’organizzazione del festival dell'Innovazione che Tag sta organizzando a Brescia il prossimo autunno. Il festival Supernova ha bisogno del sostegno di tutti: i sostenitori riceveranno delle ricompense e saranno parte attiva del Festival.

 

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Pitch, video, artworks - L'arte di vendere un'idea

13 luglio 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing

Tutte le campagne di promozione, incluse quelle di crowdfunding, si basano sulla capacità di trasmettere la propria idea in modo accattivante e rapido.

Gli ingredienti di una buona campagna di marketing su web sono semplici:

Impatto

La prima impressione è quella che conta, un buon impatto è la differenza che passa tra un colpo di fulmine e un volto anonimo.

Persistenza

La tua storia deve colpire la memoria di chi la ascolta, tutti devono ricordare la buona impressione che hai suscitato, ed essere in grado di ricollegarla al tuo brand.

Viralità

Sei riuscito a colpirmi. Mi ricordo il tuo nome.

Ora dammi un motivo per parlarne con gli amici, condividere la tua pagina sui social network, raccontare la tua idea ai miei colleghi.

 

Pitch, video, artworks

Sono gli strumenti più usati per promuovere idee di business, ma per realizzarli non toverete la ricetta perfetta su un libro di cucina.

Per fortuna la rete è una fonte inesauribile di risorse utili per avere successo in questa nobile arte.

Impara da chi ce l'ha fatta, studia gli strumenti che ha utilizzato, pianifica il lavoro, fatti aiutare.

 

Ecco alcuni spunti di riflessione e strumenti fondamentali:

Buon divertimento!

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Tip.Ventures è il primo Gestore di portali italiano di Crowdfunding sia Equity che Reward based

27 giugno 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Press , #Reward based Crowdfunding

 

 


Come anticipato il 9 Maggio con il lancio del portale Tip Reward, abbiamo ricevuto la delibera da parte di Consob e la relativa iscrizione al Registro dei Gestori autorizzati, diventando cosi la prima società operante nel mondo del Crowdfunding in grado di offrire alle startup italiane la possibilità di finanziarsi sia attraverso campagne Reward based, sia attraverso campagne Equity.

 

"Durante questa difficile crisi economica e di contrazione del credito, le nuove imprese italiane hanno bisogno di canali innovativi per finanziarsi", ha dichiarato Matteo Masserdotti, fondatore di http://Tip.Ventures.

“Un’analisi della World Bank rispetto alle possibilità di sviluppo del Crowdfunding indica chiaramente come questo strumento può coprire, e sta ricoprendo, un’ importante fase nel ciclo di finanziamento delle imprese. Nello specifico il Reward based Crowdfunding, con un limite a 20mila Euro, può finanziare e validare la fase di Idea/ Prototipazione. Successivamente, il lancio di una campagna di Equity Crowdfunding, dove i Business Angels possono ricoprire un ruolo fondamentale, con un range che va da 50mila  a 1 milione di euro, servirà invece per raccogliere i capitali necessari a finanziare la fase di Startup, dove si iniziano a generare entrate e scalare mercati".
Per cifre superiori saranno invece Venture Capital e Investitori istituzionali a entrare in gioco.

Per un imprenditore, oggi come non mai, è importante comprendere il ciclo di finanziamento e quali sono le esigenze e possibilità legate al proprio progetto imprenditoriale, cosi da valutare se lanciare una campagna di Equity o di Reward.

Sul sito Tip.Ventures sarà possibile accedere al portale Tip Reward, già operativo, o al portale Tip Equity, a seconda della campagna da lanciare o dell'investimento che si vuole fare.

Tip Ventures diventa quindi il gestore di portali di crowd funding dedicato ai soli progetti imprenditoriali in grado di soddisfare le esigenze delle imprese in fase di startup.

Tip Reward accetta solo progetti imprenditoriali, budget massimo 20.000€, massimo 60 giorni, all-or-nothing (il finanziamento avviene solo se si raggiunge l'obiettivo).

Sul blog di Tip Reward sono presenti diversi articoli per aiutare gli interessati a pubblicare correttamente una campagna di Crowdfunding e a promuovere il proprio progetto. Per avere successo in una campagna è necessario tanto sforzo e dedizione. Alcuni progetti che hanno ricevuto milioni di dollari su piattaforme statunitensi hanno creato in molti casi false aspettative lontane dalla realtà delle cose.

Per le Startup innovative, regolarmente iscritte all’apposito Registro, la possibilità della raccolta di capitali di rischio è disponibile da subito, inviando il progetto d’impresa a Tip Equity. Il nostro Team di selezione e i nostri Advisor sono pronti a selezionare le Startup sulla base di criteri di analisi finanziaria, contabile e commerciale.

"Ci aspettiamo di poter pubblicare il primo progetto Equity a settembre, fino ad allora selezionaremo le Startup” ha aggiunto Masserdotti.

"Come ha ben rappresentato anche Marco Bicocchi Pichi, premiato come miglior investitore dell’anno da IBAN, è un metodo che permette a tutti di investire nell'innovazione e nel futuro del Paese. Farlo in modo oculato permette di trarne potenzialmente ottimi benefici" ha concluso Masserdotti.  

 

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Giovani imprenditori, il crowd funding può aiutare il nostro rinascimento industriale.

05 giugno 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Reward based Crowdfunding


Alla vigilia del 44° Convegno di Santa Margherita Ligure i fari sono puntati sui Giovani Imprenditori di Confindustria, ovvero gli imprenditori che guideranno l'Italia di oggi e di domani.
Il titolo del convegno, "Sapere.Fare.Impresa - Verso un nuovo Umanesimo Industriale" promette di dare voce non solo alle difficoltà del presente, ma anche alle speranze del futuro.

Anche Tip Ventures partecipa alla rinascita del paese e siamo convinti che questo possa avvenire anche trovando vie di finanziamento alle imprese diverse dai circuiti usuali, soprattutto nella fase di nascita e primo sviluppo (startup).

Il crowdfunding non è per noi uno strumento per sostenere lo sviluppo personale o artistico, sebbene questa sia l'associazione comune. Tip.Ventures è nata con lo scopo di fornire un canale di sviluppo per le imprese e le startup, soprattutto italiane, e aiutarle nella realizzazione dei progetti imprenditoriali.

Un nuovo umanesimo potrebbe passare attraverso le comunità di imprese che si autosostengono: pensiamo che questo possa accadere nel medio periodo non per solidarietà caritatevole ma per un giusto profitto.

Anche noi ci auguriamo, come nell'introduzione del convegno, che l'Italia del 2050 sia più aperta al mondo, si imponga nel mercato internazionale e sappia unire la bellezza del suo patrimonio artistico/paesaggistico a quella di un ecosistema favorevole al sistema produttivo.

Stefano Consoli, in qualità di socio investitore di Tip Ventures, sarà sul palco venerdì al dibattito "Per crescere: impresa e finanza a confronto". A Stefano i nostri auguri e a tutti gli altri: buon convegno!

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Crowd funding: 5 fantastici tool per promuovere la tua campagna

28 maggio 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing , #Reward based Crowdfunding

Hai caricato la tua campagna di crowdfunding su Tip.Ventures e sei pronto a raccogliere i soldi per la tua startup? In questo articolo il team di Tip Ventures  vuole aiutarti a promuovere la tua raccolta di crowdfunding nel migliore dei modi. Presentiamo quindi 5 fantastici tool, disponibili anche in versione gratuita, che ti permetteranno di creare velocemente quello che ti serve per promuovere la tua startup!

 

PowToon

http://www.powtoon.com/

Abbiamo già sottolineato in un precedente articolo l'importanza del video in una campagna di crowdfunding.

Oggi ti segnaliamo uno strumento gratuito che ti permette di creare semplici animazioni, nel caso in questo momento la tua startup, come spesso succede, non abbia i fondi per rivolgersi a un video maker professionista.
Lo strumento è PowToon: permette a chiunque abbia un po' di fantasia di esprimere in meno di due minuti la sua idea, come la vuole realizzare, come vuole finanziarla e come utilizzerà i soldi raccolti dalla campagna di crowdfunding. Non dimenticare: lascia qualche secondo per spiegare la ricompensa ai tuoi nuovi sostenitori!

Compfight

compfight.com

Sei alla ricerca delle immagini migliori per accompagnare le tue descrizioni, il tuo video, il tuo sito web?

Con questo motore di ricerca puoi facilmente applicare dei filtri e trovare direttamente le immagini per uso gratuito, in licenza creative commons, per abbellire la tua comunicazione.

Canva 

www.canva.com

Questo strumento è in grado in pochi click di trasformare qualunque tuo messaggio in una potente immagine da condividere sui social network, impostare come copertina della tua pagina di Facebook, stampare in un poster.
All'interno presenta decine di modelli e centinaia di immagini, moltissime utilizzabili liberamente. Lo possiamo considerare un piccolo coltellino svizzero della comunicazione visiva.

Feedly

www.feedly.com

Feedly è un bellissimo reader rss. Ti permette di aggregare le tue fonti, quelle dei siti web da cui vuoi prendere le notizie o quelle dei tuoi concorrenti che vuoi monitorare, e di trovarti in ogni momento le informazioni di cui hai bisogno a portata di mano. Perché lo consigliamo? È uno strumento utilissimo per chi vuole raccogliere materiale da pubblicare sui propri canali social, come Facebook e Twitter, in modo da fornire ai propri fan notizie utili.

IFTT

iftt.com

Fai sì che Internet lavori al posto tuo! Iftt sta per "If this than that", ovvero un libro di cucina con ricette adatte a tutto quello che accade sui tuoi strumenti preferiti. Vuoi che il tuo blog aggiorni automaticamente la tua pagina Facebook? Crea una ricetta "Se viene pubblicato un nuovo articolo, allora aggiorna la mia pagina Facebook".

Vuoi salvare tutti i tuoi tweet in un file di google docs?

Vuoi fare il backup di tutte le tue foto, o pubblicare tutte le foto che scatti automaticamente su tutti i tuoi social network?

Iftt è lo strumento che permette di combinare decine di tool on line e di metterli al lavoro al posto tuo!

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Crowdfunding strumento di marketing

20 maggio 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Marketing

Alcune aziende pensano che il crowdfunding sia "solo" un modo rivoluzionario per ottenere e finanziare progetti creativi e innovativi. Altre credono che sia "solo" un modo per democratizzare investimenti. Ma il crowdfunding è molto di più! 

 

Marketing Crowdfunding
Marketing Crowdfunding

 

Crowdfunding per Startup: Soprattutto in una fase iniziale, in cui l'imprenditore parte da un'idea da trasformare in realtà, l'azienda si rivolge al crowdfunding perché superare gli ostacoli incontrati nell'accedere al credito tramite istituti finanziari.

Durante una campagna di crowdfunding, il progetto iniziale viene discusso e presentato ai potenziali clienti, a cui viene chiesto di sostenere il progetto per realizzarlo. In questa fase, il crowdfunding diventa uno strumento di ricerca e promozione, fasi che sono essenziali per qualsiasi attività commerciale.

Spesso accade che durante il crowdfunding, la folla di persone che entra in contatto con l'imprenditore suggerisce nuovi punti di vista sul prodotto e permette di comprendere meglio i bisogni del pubblico potenziale. Inoltre i primi sostenitori diventano anche early adopter e ambasciatori dell'azienda, 

Quindi il crowdfunding può essere usato dalle aziende per risparmiare molti soldi in costose ricerche di mercato prima di presentare i nuovi prodotti, raccogliendo il feedback della folla. 

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Pronti... partenza... via!

14 aprile 2014

, #Crowdfunding , #Equity Crowdfunding , #Reward based Crowdfunding

Una grande novità sta per arrivare nel panorama del crowdfunding italiano... Siamo noi

TIP Ventures, il punto di riferimento per il crowdfunding Reward e Equity. 

Lo facciamo partendo dal finanziamento di progetti reward based (ricompensa), in cui chi propone un progetto si impegna a ricompensare chi lo sostiene. Presto saremo on line anche con la possibilità di equity based, ovvero con l'opzione di ricompensare i finanziatori cedendo una quota della società. 

E quindi... save the date!  

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